Pubblica amministrazione, il governo rinvia il decreto. Il Pdl avverte: «Serve un confronto per evitare pasticci»

Slitta a lunedì l’ok ai provvedimenti sulla Pubblica amministrazione, con le norme sulla stabilizzazione dei precari, l’ulteriore taglio alle spese per consulenze e auto blu, il blocco del turn over e la gestione degli esuberi. Il pacchetto non passa l’esame del Consiglio dei ministri di oggi, il primo dopo la pausa estiva, che ha rinviato alla prossima riunione il via libera conclusivo del dl per la razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni e del ddl per l’occupazione. Uno slittamento dettato principalmente, spiega il governo, dalla necessità di definire le norme da inserire del dl e quelle da inserire nel ddl. In vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, il Cdm ha però intanto autorizzato l’assunzione di 672 presidi e 11.268 insegnanti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, assicura comunque, al termine del Cdm, che è stato raggiunto “un accordo tecnico e politico sul contenuto” delle misure e che si è reso necessario solo un approfondimento.

In realtà il destino del provvedimento sembrava incerto già nei giorni scorsi, i tecnici lo hanno limato più volte (inizialmente era previsto un provvedimento unico in forma di decreto legge) e le frizioni non sono mancate tra l’altro sulla questione dei precari. Nodo emerso nelle ultime ore quello dell’Agenzia per la coesione territoriale, struttura che dovrebbe servire a coordinare la gestione dei fondi europei che per il nuovo ciclo 2014-2020 ammontano a circa 30 miliardi di euro. Perplessità sulla nuova Agenzia sarebbero state espresse (in particolare dal Pdl) rispetto al suo ruolo ma, secondo quanto si apprende, l’intesa per mantenerla nel provvedimento sarebbe stata trovata nel corso della riunione. Riunione durante la quale sono state affrontate nel merito le misure del pacchetto, dopo che lo stesso premier Enrico Letta aveva indicato in premessa la necessità di un approfondimento. L’approvazione così slitta a lunedì. La scelta incassa subito l’apprezzamento del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che giusto ieri aveva fatto intendere che senza un confronto preventivo l’appoggio del suo partito sarebbe stato in forse. «I provvedimenti importanti, quali quelli sulla razionalizzazione e l’occupazione nelle Pubbliche Amministrazioni – aggiunge – devono essere letti con attenzione, analizzati, studiati, approfonditi e discussi in cabina di regia, con un unico punto fisso, che è quanto sancito dalla nostra Costituzione: le assunzioni nella PA avvengono per concorso».

In arrivo comunque le norme salva-precari, con la riserva del 50% dei posti a concorso per chi ha avuto un contratto di lavoro a termine per tre anni negli ultimi cinque, fino al 2015: una chance che può mettere al riparo, secondo i sindacati, solo 50 mila precari all’incirca, mentre sono nel complesso 150 mila in scadenza a fine anno, sempre secondo i sindacati, 130 mila secondo il ministro della Pa, Gianpiero D’Alia. Un intervento, dunque, “assolutamente parziale”, avverte la Uil, che “potrà determinare il licenziamento di migliaia di lavoratori a tempo determinato”. Ma per contrastare il precariato, ormai “una massa enorme”, si interverrà con “una stretta sulla flessibilità in entrata”, come spiega sempre Patroni Griffi: l’intenzione è di circoscriverla a “esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale”. Quanto alla gestione degli esuberi (7-8 mila quelli ad oggi rilevati nelle amministrazioni centrali), per loro dovrebbe essere anche prorogata la possibilità di andare in pensione con le regole antecedenti la riforma Fornero, portando da fine 2014 a fine 2016 il limite per il raggiungimento dei requisiti. In arrivo anche un nuovo taglio del 20%, rispetto alla spesa del 2012, per consulenze e auto blu ed una estensione a fine 2015 del blocco di nuovi acquisti o leasing di autovetture. E poi la mobilità anche nelle società partecipate. Nel pacchetto figurano, infine, l’assunzione di mille vigili del fuoco; la semplificazione e la razionalizzazione del Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi; alcune norme di dettaglio sull’Ilva, dalla gestione dei rifiuti alle forniture all’azienda.