Oltre duecento firme da tutti gli schieramenti per la salvaguardia del “Secolo d’Italia”

Un’iniziativa dal successo insperato: in poche settimane sono circa duecento le personalità della cultura, della politica e del giornalismo che hanno scelto di aderire all’appello per la salvaguardia del Secolo d’Italia. «Non catalogatela come un’iniziativa di Fratelli d’Italia – spiega la promotrice Giorgia Meloni, che nel quotidiano è diventata professionista – ma di chi ha a cuore una voce libera». Un quotidiano che «esiste da oltre sessant’anni, non è stato solo un house organ, è stato una palestra culturale, è stata una formidabile scuola di formazione. E che, come si ricorderà dalla famosa foto di via Milano, è stata un laboratorio politico e un ‘avanguardia culturale».  L’appello rivolto alla Fondazione Alleanza nazionale è affinché si impegni non solo a mantenere in vita la testata, ma «a rilanciarla, con una diversa presenza in internet e riportando in edicola il giornale con un’edizione cartacea». La fondatrice di Fratelli d’Italia chiede poi di trovare un accordo con il personale in esubero «dopo che c’è stato il ritorno di ex parlamentari che sono giornalisti. A questo proposito – ha aggiunto la Meloni – vorrei fare una riflessione: io stessa sono una giornalista del Secolo d’Italia “in aspettativa non retribuita”. Voglio dire che metto a disposizione la mia posizione personale perché non mi interessa lavorare domani al Secolo, ma mi interessa che il Secolo lavori oggi. E penso che tutti gli altri che sono nella mia stessa posizione farebbero un gesto straordinario a dare lo stesso segnale».

Tra gli aderenti all’appello ci sono esponenti di quasi tutti i partiti politici. Da Rosy Bindi (Pd) a Mara Carfagna (Pdl), dal leghista Giorgetti a Gennaro Migliore di Sinistra e libertà, dall’editorialista di Libero Marcello Veneziani ad Alessandra Longo di Repubblica. Firme apposte nel segno della libertà di stampa e del pluralismo dell’informazione. «In quanto strumento di divulgazione di notizie e di idee – si legge nell’appello – rappresenta una ricchezza  a prescindere dal suo orientamento, un valore da preservare».

Hanno firmato tra gli altri:

Giovanni Aliprandi (Tg2) Deborah Bergamini (parlamentare Pdl), Luigi Berlinguer (eurodeputato Pd), Rosy Bindi (parlamentare Pd), Paola Binetti (parlamentare Scelta civica), Francesco Boccia (parlamentare Pd), Paolo Butturini (segretario Associazione Stampa romana), Alessandro Campi (docente universitario), Giampiero Cannella (giornalista), Mara Carfagna (parlamentare Pdl), Giuseppina Castiello (parlamentare Pdl), Fabrizio Cicchitto (parlamentare Pdl), Francesco Cramer (giornalista), Paolo Corsini (giornalista Rai), Mauro Cutrufo (senatore Pdl), Aldo Di Biagio (senatore Scelta Civica), Giuseppe Fioroni (deputato Pd), Giorgio Frasca Polara (giornalista), Paolo Gentiloni (deputato Pd), Roberto Giachetti (vicepresidente della Camera dei deputati), Gabriella Giammanco (deputato Pdl), Renato Greco (direttore artistico), Enzo Iacopino (presidente dell’Ordine dei giornalisti), Alessandra Longo (Repubblica), Elisabetta Mancini (Asca), Stefano Mensurati (vicedirettore Giornale Radio Rai), Augusto Minzolini (senatore Pdl), Roberto Natale (ex presidente Fnsi, portavoce presidente Boldrini), Nico Perrone (direttore Dire), Vincenzo Piso (deputato Pdl), Fabio Rampelli (deputato Fdi), Ermete Realacci (deputato Pd), David Maria Sassoli (europarlamentare Pd), Stenio Solinas (giornalista e scrittore), Fabio Torriero (direttore Intelligo news), Marcello Veneziani (giornalista).