Nuova furbata del Pd sull’Imu: «Voglio ma non so se posso». La commedia però non regge

Neppure i sondaggi li convincono. A sinistra sono idelogicamente a favore dell’Imu e cercano ancora di evitarne la cancellazione, come dimostrano le continue frenate da parte di esponenti di Pd e Sel, nonché di chi sta al governo. I presupposti per un intervento ci sono tutti, a cominciare dai bagliori di ripresa che Letta ha tirato in ballo anche nell’analisi dei primi cento giorni. Bagliori di ripresa, però, che non sono dovuti all’azione del governo ma che comunque sono utili e non vanno sprecati. Gli unici provvedimenti che emergono sono quelli voluti fortemente dal centrodestra e l’elettorato se n’è reso conto. Quindi i sondaggi suscitano allarme in Epifani, Renzi, Bersani, D’Alema e altri. Così l’abolizione dell’Imu viene mantenuta in stand by e si accetta di far vedere solo la punta dell’iceberg. Una risposta dovrebbe arrivare entro il 31 agosto, ma il ministro del Lavoro Enrico Giovannini già mette le mani avanti: «Su Imu e Iva non si possono fare promesse di nessun tipo senza prima essere assolutamente sicuri di poterle onorare». Tutto e il contrario di tutto. Poi arriva la cortina fumogena fatta delle molte cose sul tappeto che ognuno vorrebbe poter vedere realizzate ma che, evidentemente, avendo dei costi, non possono esserlo perché non compatibili con il sistema della spesa. «Nel menù delle misure del governo – fa notare Giovannini –  ci sono Iva, Imu, riduzione del cuneo fiscale, possibili incentivi per gli investimenti e…», chi più ne ha più ne metta. Dal che è evidente che «non ci sono i soldi per fare tutto». Così i tecnici del ministero continuano a far di conto senza che emerga nulla del loro lavoro. Ancora nessuna proposta, fa sapere Saccomanni. E Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, gli ricorda che «il consolidamento dell’azione dell’esecutivo si basa sulla chiarezza e sulla condivisione delle strategie». E poiché per il Pdl l’Imu e l’Iva sono questioni assolutamente prioritarie o le si affronta o il governo va a carte quarantotto. Qualcuno dovrebbe dirlo anche a Enrico Letta che sembra non rendersene conto molto bene, nonostante dalle fila del centrodestra siano arrivati una serie di stop al ministro dell’Economia, troppo loquace nell’escludere l’esistenza dei fondi per abolire l’Imu sulla prima casa e far così ripartire il mercato del mattone e i consumi privati. La tassazione degli immobili, dunque, non sembra essere ancora una priorità dell’intero governo che sta ponendo le premesse  per evitare di affrontare in maniera risolutiva il problema. La Lega Nord, infatti, fa sapere che, secondo la Ragioneria generale dello Stato, non c’è copertura per i provvedimenti del decreto Lavoro e per il credito d’imposta sullo svuotacarceri. Siamo già in rosso, quindi. Un’ottima scusa per svicolare ancora. La ripresa dei consumi non sembra essere un problema di Saccomanni e del Pd. E la fiammella in fondo al tunnel, appena accesa, già rischia di spegnersi.