Morto per un’infezione, parte l’indagine sugli ospedali del Lazio. Gramazio: Regione senza idee e programmi

La Regione Lazio ha convocato le direzioni di tutte le sue Aziende sanitarie per fare il punto sul rischio clinico e le infezioni ospedaliere e per verificare il pieno rispetto delle linee guida in materia. Nello specifico, a seguito del decesso del tecnico di sala settoria dell’ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, avvenuto dopo un tentativo disperato di trapianto di fegato al policlinico Tor Vergata, la Regione ha attivato il Dipartimento di Prevenzione della Asl RmA, per effettuare una dettagliata indagine sull’evento e sulle procedure operative in uso presso le sale autoptiche dell’Azienda ospedaliera San Giovanni, e ha convocato la Commissione ispettiva regionale, già istituita, che si riunirà nei prossimi giorni, integrata per le specificità del caso con le competenze del professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Inmi Spallanzani, e del dottor Maurizio Di Giorgio, responsabile regionale dell’Ufficio Speciale per la sicurezza nei luoghi di lavoro. La direzione del policlinico di Tor Vergata ha precisato che durante il ricovero e l’intervento sono state seguite tutte le procedure di sicurezza per gli operatori. Le assicurazioni della Pisana, però, non convincono affatto Luca Gramazio, capogruppo del Pdl, che denuncia «la totale assenza di programmi e di linee guida. La Regione non sa come muoversi per affrontare gli aspetti cruciali della sanità laziale e le notizie sulla stampa non fanno altro che ribadire, ancora una volta, tutte le nostre perplessità sull’operato di questa Giunta. Mancano progetti chiari sul riordino degli ospedali e sulla gestione del territorio, e questi sono soltanto alcuni dei nostri dubbi. Concetti che abbiamo espresso – ricorda Gramazio – durante l’incontro in commissione Sanità alla presenza del presidente, ma anche in quell’occasione l’amministrazione non è stata in grado di andare oltre le solite enunciazioni di principi. Servono risposte concrete per garantire i livelli di assistenza, migliorare la qualità del servizio e salvaguardare i posti di lavoro. Zingaretti, invece, continua nell’immobilismo, evidenziando ancora una volta di non avere una visione d’insieme ben chiara e, in sostanza, di avere poco coraggio nell’affrontare argomenti delicati come questi. Da parte della Regione non c’è una priorità sui tempi e sulle tematiche da affrontare. E tutto ciò è un segnale davvero preoccupante, soprattutto – conclude – se parliamo di un argomento molto sentito dai cittadini come la sanità».