Mogol vuole scrivere l’inno della Lombardia con Maroni? Purché eviti il bis della Valle d’Aosta

La regione Lombardia potrebbe avere in futuro un nuovo inno targato Mogol-Maroni, nel senso di parole e musica. Tutto è nato per scherzo, in realtà, al 39mo piano del nuovo palazzo Lombardia, in occasione di un saluto prima delle vacanze da parte del presidente Roberto Maroni. Tra gli ospiti della breve cerimonia, oltre a giornalisti e assessori, anche il celebre paroliere Giulio Rapetti, noto come Mogol, autore di centinaia di successi tra cui molte delle più belle canzoni di Lucio Battisti. Battisti di cui Maroni, anch’egli musicista, è sempre stato un grande estimatore, tanto che alla morte del cantautore espresse profondissima commozione. Proprio mentre conversavano sul metodo che Battisti-Mogol usavano per realizzare le loro canzoni, e Mogol spiegava di aver sempre scritto i testi dopo aver ascoltato la musica, Maroni ha fatto una battuta: «Ecco perché io da ragazzo non riuscivo a comporre niente di decente… prendevo delle poesie che volevo dedicare alle ragazze e cercavo di mettergli addosso la musica…». A quel punto di battuta in battuta a Maroni è scappato: «Potremmo fare un inno insieme per la Lombardia, diciamo un Mogol-Maroni». E Mogol, ridendo ha subito aderito alla proposta: «Va bene, facciamolo…».

Non sarebbe il primo inno scritto da Rapetti per una regione. Nel 2009 era stato presentato il suo “canto libero” per la Valle d’Aosta, dal titolo La mia valle. La Regione autonoma aveva voluto un inno tutto suo e lo aveva commissionato sempre a Mogol.  L’inno comincia con le parole «La mia Valle è verde, è bella, i cavalli nella stalla sono pronti a partire». Nessun riferimento esplicito alla Valle d’Aosta tanto che ai consiglieri d’opposizione era sorto il dubbio che non fosse stato realizzato espressamente, ma riciclato da un componimento dedicato alla Maremma. L’inno era pure costato alla Regione 27.200 euro pagati con l’acquisto di tremila copie del cd. Per la Lombardia di Maroni stavolta sarà gratis?