Marò, cruciale interrogatorio in India per il testimone oculare chiave della vicenda

Le indagini sui due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone stanno per fare un deciso passo avanti con l’interrogatorio, previsto per le prossime ore a Kochi in Kerala, di Carlo Noviello, il comandante in seconda della Enrica Lexie considerato uno dei testimoni oculari chiave dell’incidente del 15 febbraio 2012 in cui sono morti due pescatori indiani. La notizia dell’arrivo in India, di Noviello è stata confermata dall’avvocato della compagnia armatrice napoletana “Fratelli D’Amato”, V.J. Mathew, il quale ha ricordato che l’interrogatorio è l’ultimo dei sei richiesti dagli investigatori in base a un impegno preso nel maggio 2012 dall’armatore per ottenere il dissequestro della petroliera. Quasi un mese fa i responsabili della Agenzia nazionale di investigazioni (Nia), a cui il ministero dell’Interno ha affidato l’inchiesta, avevano interrogato il comandante della nave “Enrica Lexie”, Umberto Vitelli, che non era presente sul ponte quando i fucilieri della Marina affrontarono la minaccia di un peschereccio ostile. Ora avranno l’opportunità di incrociarne le dichiarazioni con quelle del suo vice. Va detto che qualche tempo fa Coviello ha rilasciato interviste in Italia in cui ha escluso sia che i fucilieri di Marina abbiano sparato in quell’occasione contro l’equipaggio, sia che il peschereccio avvicinatosi fosse della stessa tipologia del St.Antony, su cui vi furono le due vittime. Mathew ha colto anche l’occasione per smentire categoricamente indiscrezioni sull’interrogatorio di Vitelli pubblicate su un giornale indiano, secondo cui avrebbe accusato i marò di aver violato le norme quando hanno deciso di sparare contro dei sospetti pirati. «Né lui né gli altri testi convocati dalla Nia – ha assicurato il legale – hanno mai parlato di violazioni da parte dei militari a bordo». E tutti, ha concluso, «hanno reso dichiarazioni simili a quelle già rilasciate alla polizia del Kerala un anno fa». A questo punto per la chiusura delle indagini resta solo da verificare l’atteggiamento che la Nia intende assumere sulla delicata questione dell’interrogatorio degli altri marò (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) che componevano il team di sicurezza della “Enrica Lexie”. A una richiesta di comparizione diretta in India dei quattro, il governo italiano ha detto no, offrendo in alternativa una triplice opzione: videoconferenza, delegazione della Nia in Italia o interrogatorio scritto. Secondo la stampa indiana, l’Agenzia investigativa avrebbe riposto picche. L’inviato speciale del governo italiano per i marò, Staffan de Mistura, che si accinge a tornare la settimana prossima a Nuova Delhi, ha giorni fa confermato il no al viaggio dei fucilieri. Come risposta, fonti del ministero dell’Interno indiano hanno dichiarato alla stampa che «questo potrebbe provocare un ritardo nella chiusura dell’inchiesta», confermando così il famoso «metodo indiano» dell’amministrazione della giustizia che tende a rallentare sempre. Ma si tratta di congetture non confermate, per cui, salvo sorprese, l’aspettativa resta quella di una chiusura dell’attuale fase investigativa entro la fine del mese di agosto. Ma non ci crede nessuno.