L’Ue approva l’abolizione dell’Imu: c’è l’ok al contenimento delle tasse

L’Unione europea promuove l’abolizione dell’Imu sulla prima casa messa a punto dal governo. Il partito delle tasse è servito. La via voluta a tutti i costi dal Pdl si è rivelata vincente sul piano della credibilità internazionale. La Commissione europea per bocca del commissario per gli affari economici e monetari, Olli Rehn, «accoglie con favore» le assicurazioni fornite dal premier Letta sul rispetto degli obiettivi di bilancio e ritiene che le decisioni prese siano un «segnale positivo» per la tenuta del governo. Naturalmente prima di esprimere il suo giudizio definitivo sulle misure annunciate vuole analizzarne in dettaglio «la compatibilità con gli impegni assunti» dall’Italia e le raccomandazioni adottate dell’Ue lo scorso luglio. Rehn, vuole essere soprattutto sicuro che il gettito perso in seguito all’abolizione dell’Imu sia coperto in maniera tale da garantire che il rapporto deficit-Pil resti sotto il 3%. Perché, ha sottolineato, «assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, riducendo in particolare un debito molto elevato, è assolutamente essenziale» per ristabilire la fiducia e gettare le basi per una ripresa duratura. Ma anche perché il risanamento dei conti, ricorda il commissario, è stato la base su cui si è decisa la chiusura della procedura per deficit eccessivo.

Comunque, la decisione italiana di coprire il minor gettito tagliando le spese piuttosto che aumentando le tasse piace a Rehn, il quale però ricorda che anche in questo caso i dettagli del piano del governo devono ancora essere resi noti. L’appuntamento è ora fissato per il 15 ottobre. Per quella data Letta dovrà presentare a Bruxelles la legge di stabilità per il 2014 indicando in dettaglio le coperture del minor gettito. E la Commissione avrà un mese di tempo per analizzarne i contenuti e “suggerire” eventuali modifiche. Ma intanto fa sapere che i segnali di tenuta del governo vanno nella direzione di quella stabilità politica necessaria per realizzare le riforme e sostenere la crescita.