L’India sotto choc per un fenomeno di autocombustione di un bimbo. Ma gli esperti italiani sono scettici

Per ben quattro volte in appena due mesi e mezzo Rahul, un bimbetto nato nel Tamil Nadu (India meridionale), è stato ricoverato d’urgenza in ospedale dai genitori terrorizzati che hanno visto il suo corpo incendiarsi all’improvviso in punti specifici. Il mondo medico – ma anche esperti di fenomeni paranormali – a livello locale e internazionale stanno cercando da vari giorni di dare una spiegazione a questo fenomeno senza per il momento aver trovato per esso, nonostante i molteplici test realizzati, una spiegazione convincente. Fra approfondimenti scientifici e scetticismo, scrive oggi il quotidiano The Times of India, il caso viene comunque ricollegato alla famiglia di quelli della cosiddetta “Combustione umana spontanea” (Shc, secondo la terminologia inglese) e di cui sarebbero stati segnalati circa 200 presunti casi negli ultimi tre secoli in ogni parte del mondo. Fra i più celebri, senza dubbio quello della contessa cesenate Cornelia Bandi, nonna materna di Pio IV, che nel marzo del 1731 fu trovata a terra dalla sua domestica nella camera da letto, con le gambe ed una parte del cranio intatti, ma il corpo completamente carbonizzato. Un consiglio di dotti dell’epoca (fra cui Padre Ippolito Bevilacqua dell’Ordine Olivetano, il marchese Scipione Maffei e il canonico di Cesena, Giuseppe Bianchini), sostenne che si trattava sicuramente di un evento di ”combustione spontanea”. Il fatto impressionò anche Charles Dickens che lo menzionò nella prefazione del suo romanzo Bleak House (Casa desolata). La prima volta che la mamma del piccolo, Rajeshwari, ha assistito incredula al fenomeno è stato appena nove giorni dopo il parto. Ricoverato in ospedale per 72 ore, il piccolo Rahul è stato trovato sano e forte, e quindi dimesso. Ma poco dopo essere tornato a casa, il suo corpo si è nuovamente ustionato. Dopo un terzo ed un quarto episodio dello stesso genere, i genitori hanno portato il figlioletto nel famoso Kilpauk Medical College (KMC) di Chennai per studi più approfonditi, che per il momento non hanno fornito risposte conclusive. Il pediatra Narayana Babu, che ha in cura Rahul, ha dichiarato che la ragione potrebbe essere ”l’emissione di un qualche gas altamente combustibile attraverso i suoi pori di cui non abbiamo ancora scoperto la natura”.

Il fenomeno della combustione umana spontanea (Shc) – che verrebbe citato dalla stampa indiana in realtà ”non è supportato da evidenze scientifiche”, sottolinea Salvatore Tripodi, responsabile dell’Unità complessa di pediatria all’Ospedale Sandro Pertini di Roma e membro della Società italiana di allergologie e immunologia pediatrica. «Ad oggi, non è stata dimostrata scientificamente la possibilità di un meccanismo spontaneo di combustione umana. Si tratta dunque, a mio parere – commenta l’esperto – di una sindrome poco credibile o, in alcuni contesti particolari, di una sorta di leggenda metropolitana». Infatti, rileva lo specialista, «studi disponibili sull’argomento dimostrano che nei pochi presunti casi denunciati afferibili al fenomeno della combustione umana spontanea, in realtà, sarebbero state delle cause esterne ad aver provocato la combustione del corpo. In alcuni casi, si è trattato di una combustione del corpo post-portem dovuta, in realtà, a fattori esterni accidentali».