Le first lady italiane non sanno più vestirsi, meglio la moglie del premier cinese. Parola di “Vanity Fair”

Non ci sono attrici. Men che meno ci sono le mogli dei leader politici. L’universo italiano femminile (quello dei vip o presunti tali) scivola in zona retrocessione per mancanza di gusto nel vestirsi. A leggere la classifica redatta da Vanity Fair tutto questo appare evidente: l’Italia culla dell’alta moda, della qualità e dello stile, non sale sul podio, appannaggio invece dei cinesi. Quest’anno infatti, accanto alle donne più blasonate ed eleganti, compare per la prima volta Peng Liyuan, la moglie del nuovo premier Xi Jinping. Prima di lei, solo Soong May-ling, moglie di Chiang Kai-shek (ma la bellezza di settant’anni fa). Sin dalle sue primissime apparizioni la neo first lady è stata apprezzata per il suo stile elegante ma sobrio, in linea con la volontà del marito di combattere gli eccessi e la stravaganza. Sembra che, in particolare, a decidere per l’inclusione di Peng nella lista di Vanity Fair ci sia stato un completo indossato durante un viaggio a Mosca, al fianco del marito, lo scorso marzo. Per il terzo anno consecutivo nella top ten c’è anche la duchessa di Cambridge Kate Middleton. Vanity Fair ne elogia «l’abbigliamento impeccabile, che non manca mai di stupire per l’eleganza e il suo stile classico», scegliendo tra i migliori in assoluto i look con abito azzurro a pois bianchi di Jenny Packham, il completo rosso by Alexander McQueen, l’abito grigio premaman Max Mara, il vestito in velo ricamato bianco di Alice Temperley e il cappottino blu con rifiniture nere indossato più di una volta in occasione delle uscite ufficiali dello scorso inverno. Nella lista più ambita a livello internazionale figurano Beyoncé, Charlize Theron e Kerry Washington; bocciata, e senza appello, la first Lady americana Michelle Obama. Ma di italiane neanche l’ombra. L’unica eccezione è nella sezione maschi con una menzione d’eleganza per Francesco Carrozzini, fotografo e figlio della direttrice di Vogue Italia, Franca Sozzani.