Lampedusa scoppia: nuovi sbarchi nella notte, torna l’emergenza. Sono i primi “risultati” della coppia Boldrini-Kyenge

Cresce l’emergenza immigrazione, cresce l’allarme in Sicilia per un fenomeno non più sotto controllo, complice la facile demagogia dell’accoglienza colabrodo che non garantisce l’ integrazione ma solo il corto circuito sociale. Non si contano i nuovi sbarchi nel canale di Sicilia e nell’isola di Lampedusa, meta della prima visita pastorale di papa Francesco. Mentre Lampedusa scoppia, Malta rifiuta l’accoglienza ai naufraghi. Più di 250 immigrati sono sbarcati nella notte tra venerdì e sabato, 90 somali arrivati nei giorni scorsi hanno raccontato che tre donne sono morte di fame e stenti durante una traversata durata cinque giorni, altri 215 sono arrivati oggi: li hanno salvati davanti alla Libia gli uomini della Guardia Costiera, dopo averli trasbordati su un pattugliatore e due motovedette. In attesa che altri 102, raccolti da un mercantile battente bandiera liberiana, vengano con ogni probabilità trasferiti sull’isola dopo il rifiuto delle autorità maltesi di accogliere in porto la nave. Il risultato è che l’isola è di nuovo in emergenza: a fronte di 250 posti disponibili dopo l’incendio di due anni fa (i lavori di ripristino sono ancora in alto mare), il Centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola ospita 800 migranti perché i continui nuovi arrivi annullano i trasferimenti dei migranti. «Bisogna farla finita con questa politica dell’emergenza – ripete il primo cittadino Giusi Nicolini – sono anni che lo vado dicendo. Lampedusa può fare benissimo il primo soccorso; ma serve una vera politica dell’accoglienza e dell’integrazione. Questi migranti sono profughi, non possono essere rimpatriati e dunque devono essere accolti, bisogna rivedere l’intera normativa sull’immigrazione». Ora sono tutti in vacanza – aggiunge – ma a settembre mi farò sentire e bisogna che il governo e l’Ue facciano qualcosa di concreto, «altrimenti le sofferenze, per i migranti e i lampedusani, saranno sempre le stesse». Anche l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, ha lanciato l’allarme: la settimana scorsa sono arrivati a Lampedusa 1.300 migranti e nei primi sette mesi del 2013 ne sono sbarcati già 12mila. A un mese mese dal monito di papa Francesco – «mai più morti e indifferenza» – a Lampedusa nulla è cambiato: migliaia di migranti, quando non vengono ingoiati dal mare, continuano ad arrivare ogni giorno, in fuga da fame e guerre. C’è il rischio concreto che la crisi nell’area mediterranea possa esporre il nostro paese a intensi flussi di immigrazione clandestina. A risolvere i drammi quotidiani non aiutano certo gli appelli di Laura Boldrini, che dallo scranno più alto della Camera e sotto i riflettori della stampa, si erge a paladina di profughi, clandestini e rom. Impegni sullo ius soli, cittadinanze onorarie conferite a centinaia, difesa a oltranza degli “altri” fino a proporre di dare la precedenza ai rom per ottenere un alloggio popolare.  Per non parlare della performance del ministro per l’integrazione Cécile Kyenge che ha battezzato l’incarico a Palazzo Chigi promuovendo l’abrogazione del reato di clandestinità.