La strage di Ustica vista da destra, “congelati” i fondi statali per il film di Martinelli. «Spero non per motivi politici…»

Soldi statali per i soliti cineasti (Gabriele Salvatores, Gianni Amelio, Ettore Scola), per altri meno noti al grande pubblico ma con un peso politico (come il presidente dell’associazione Cento Autori Francesco Bruni) o come Daniele Ciprì (quello della coppia Ciprì-Maresco di Blob e del film scandalo Totò che visse due volte). I loro copioni, e quelli di altri otto, sono stati appena riconosciuti dal Ministero dei beni e delle attività culturali di interesse culturale e, di conseguenza, papabili ad ottenere un eventuale finanziamento. Altri copioni, invece, sono stati rimandati a settembre, come The missing paper di Renzo Martinelli, un thriller sul disastro aereo di Ustica del 1980. Il regista di pellicole scomode come Porzus (sui crimini dei partigiani), Il mercante di pietre (sul terrorismo islamico) e Barbarossa (film storico accusato di essere filo-leghista) la prende con filosofia.

Martinelli, non sarà mica perché lei non è di sinistra?

Non mi allarmo, certo non appartengo alla parrocchia rossa, quindi è ovvio che non mi facciano sconti, ma non è un problema. E poi sono convinto nella bontà del progetto.

“Il foglio scomparso” del titolo si riferisce a qualcosa che non è emersa a proposito della strage di Ustica?

Con Valerio Massimo Manfredi che firma con me la sceneggiatura ci siamo studiati i documenti processuali e le perizie. Sul disastro aereo del 27 giugno del 1980 alle ipotesi dell’inchiesta, che individuavano tre opzioni, bomba, missile o cedimento strutturale, ne affiancheremo una quarta che vedrete nel film, quando andrà nelle sale.

Un’altra verità rispetto a quella portata avanti dalla stragrande maggioranza dei media e che sostiene la tesi del giornalista Andrea Purgatori e che prevede l’ipotesi del missile?

Non solo diversa da quella, ma da tutte le altri. Ho portato avanti un lavoro onesto e paziente. Molto simile a quello che realizzato per Piazza delle Cinque Lune, dove ho provato a ricostruire i fatti del caso Moro sotto un’angolazione diversa.

In Italia se non ci si allinea alle versioni ufficiali fornite dalla stampa di sinistra, si viene boicottati. Non si sente a disagio in questo ruolo di bastian contrario?

Non appartenere alla loro parrocchia costa molto in tutti i campi. Soprattutto in termine di critiche. Prenda il mio film, Barbarossa. È stato venduto in sessanta Paesi, mai nessun film prodotto dalla Rai ha ottenuto un risultato simile, ma è stato ritenuto un flop.

Ma lei ha capito perché per ora non è presente “The Missing Paper” tra i film di interesse culturale?

Ci hanno spiegato che è stato solo un rinvio tecnico e che a settembre la situazione dovrebbe sbloccarsi. Se il ministro approva per gennaio partiamo con le riprese. Speriamo che non facciano scherzi.