La Lorenzin a difesa degli animali: in vigore norme più severe per palii e fantini

Stretta sulle manifestazioni popolari che vedono primi protagonisti gli animali, come ad esempio il celebre Palio di Siena. In arrivo, infatti, controlli ancora più stringenti, anche a tutela del benessere degli animali, insieme a regole più severe per fantini e cavalieri. La novità è contenuta nel cosiddetto “ddl Lorenzin”, promosso dal ministro della Salute e approvato lo scorso luglio. Le manifestazioni – si spiega nel disegno di legge – «devono essere autorizzate previa acquisizione del parere favorevole della Commissione comunale o provinciale per la vigilanza, integrata da un medico veterinario dell’Azienda sanitaria locale». Inoltre, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, un decreto dei ministeri dell’Interno e della Salute dovrà indicare «i requisiti minimi di sicurezza per l’incolumità pubblica e per il benessere degli animali impiegati nelle manifestazioni». E una “stretta” è prevista anche per i fantini: «È vietata la partecipazione alle manifestazioni di fantini e cavalieri – si stabilisce nel provvedimento – che hanno riportato condanne per maltrattamento e uccisione di animali, spettacoli o manifestazioni vietate, competizioni non autorizzate e scommesse clandestine». È inoltre vietata per tre anni la partecipazione dei fantini che hanno riportato sanzioni disciplinari per l’uso di sostanze stupefacenti o dopanti e che, sulla base di un preventivo controllo a campione, da effettuarsi nelle quattro ore precedenti alla manifestazione, sono risultati positivi all’uso di alcol o di sostanze stupefacenti o dopanti. Più in generale, il ddl mira ad una maggiore tutela e benessere degli animali anche stabilizzando alcune norme previste in ordinanze ministeriali già più volte reiterate, che riguardano la tutela dalle aggressioni da cani, il possesso responsabile degli animali da compagnia e la lotta al randagismo, la repressione del fenomeno dei bocconi e delle esche avvelenate a tutela sia degli animali sia della salute dell’uomo. Un altro intervento riguarda poi la riunificazione, sotto l’egida del Sistema sanitario veterinario, del sistema di identificazione e registrazione degli equidi, in precedenza attribuito all’Unire (Unione nazionale incremento razze equine) e poi all’Assi (Associazione allevatori cavallo da sella sportivo italiano), ma in realtà mai realizzato compiutamente e che ha mostrato le sue lacune anche in occasione delle recenti frodi comunitarie riguardanti la carne di cavallo.