La leggenda di Rodolfo Valentino in arrivo su Canale 5. Ma il suo fascino retrò farà ancora presa sull’immaginario femminile?

Rodolfo Valentino entrò a passo di tango nella storia del cinema mondiale e nell’immaginario femminile. Si dice che il suo sguardo magnetico incantasse senza possibilità di scampo. Funzionerà anche per il pubblico di oggi il fascino retrò di un personaggio legato a un immaginario d’altri tempi? Lo vedremo presto, in autunno, quando su Canale 5 approderà la fiction in due puntante – Rodolfo Valentino: la leggenda – dove toccherà al tenebroso Gabriel Garko l’impresa di far rivivere il mito dell’amante latino per eccellenza. La regia è di Alessio Inturri e una delle protagoniste femminili più attese è Asia Argento. Garko si è dichiarato onorato di potere recitare nei panni di Rodolfo Valentino, di cui la miniserie racconterà la parabola umana e artistica, dalla sua partenza dall’Italia – era di Castellaneta- fino all’approdo ad Hollywood, dove ottenne un grandioso successo, fino al giorno in cui si spense a causa di un’ulcera gastrica, peggiorata con una peritonite. La sua morte a New York a soli 31 anni fu accolta da scene di isteria collettiva. Il grande Charlie Chaplin disse che era «talmente immenso che la sua morte improvvisa causò la più grande tragedia per l’industria di Hollywood». La sua fama di seduttore dello schermo rischia di essere riduttiva, per un uomo che è stato un vero attore, dotato di notevoli doti di eleganza e sensibilità. Oggi sono in tanti a conoscerlo solo di fama, complice la quasi irreperibilità dei suoi titoli, il suo mito potrebbe risultare sbiadito. Eppure il grande divo del cinema muto fu  il primo grande comunicatore del Novecento, identificato dalle donne d’America come l’amante ideale, iscritto con forza nella storia del divismo cinematografico. Giunto ad Hollywood debutta sullo schermo nel 1919, e per qualche anno interpreterà solo ruoli da “mascalzone” latino, fin quando, nel 1921, la Metro Goldwyn Mayer decide di farne il protagonista della pellicola di genere avventuroso, I quattro cavalieri dell’Apocalisse di Rex Ingram, di cui rimarrà memorabile la scena in cui Valentino balla con grazia e sensualità un appassionante tango. A partire da questo film il mito galoppa: fascino tenebroso, capello impomatato, occhio rapace. Nel giro di pochi anni sarà il seduttore sedotto in Sangue e arena,  un Robin Hood della steppa ne L‘aquila nera di Clarence Brown; infine lo si vede nel doppio ruolo del giovane sceicco e di suo padre ne Il figlio dello sceicco. Valentino sarebbe morto prima della proiezione di quest’ultimo film, il 23 agosto 1926. Grande sfida per Garko, che racconta di essersi sottoposto ad estenuanti lezioni di ballo per eseguire le sue mosse. Oltre a lui nel cast saranno presenti altri noti attori, tra cui Yari Gugliucci, Angela Molina, Julia Rebel, Orso Maria Guerrini e altre quattro attrici che avranno ruoli importanti:  Victoria Larchenko, che rappresenterà il grande amore della vita di Valentino, Dalila Lazzaro, che interpreta una nobildonna, Asia Argento, nei panni di Natacha Rambova, la seconda moglie del divo, e Giuliana De Sio, nella veste di una famosa attrice del cinema muto.