La Kyenge ci riprova: cambiare la Bossi-Fini. E a due passi da lei scoppia una nuova rivolta di clandestini…

L’emergenza clandestini si fa sempre più pressante, sia sul fronte degli sbarchi che della gestione degli sbarcati nei centri di identificazione. Il Cie di Isola Capo Rizzuto è chiuso da una decina di giorni perchè è stato devastato durante una rivolta di immigrati che erano ospiti nella struttura. A scatenare la rivolta è stata la morte di un immigrato marocchino, avvenuta il 10 agosto scorso, a causa di un malore. Al momento della rivolta nella struttura si trovavano 51 immigrati che, dopo la morte dell’immigrato, l’hanno devastata. Nel centro di identificazione e di espulsione di Isola Capo Rizzuto sono stati completamente distrutti gli arredamenti, il sistema di videosorveglianza e, nelle pareti dei muri, sono stati praticati dei grossi fori. Dopo che la rivolta è stata sedata dalle forze dell’ordine la Prefettura di Crotone ha deciso di chiudere la struttura perché non è più agibile ed i 51 immigrati che vi erano sono stati trasferiti in altri centri nel territorio italiano. Per accertare le cause della morte dell’immigrato marocchino è stata eseguita anche l’autopsia. Dai primi accertamenti sembrerebbe che il giovane soffrisse di una cardiopatia. Oggi intanto un altro barcone con circa 150 migranti a bordo è approdato alla spiaggia di San Lorenzo, a Noto. Le forze dell’ordine hanno rintracciato fino ad ora 126 extracomunitari, tra i quali una quarantina di bambini ed altrettante donne. Hanno detto di essere di nazionalità siriana. Il gruppo interforze per il contrasto all’immigrazione clandestina istituito presso la Procura della Repubblica avrebbe individuato tre egiziani che dovrebbero essere gli scafisti. I migranti hanno raccontato di essere partiti sei giorni fa con una nave e di essere stati trasferiti sul barcone l’ultimo giorno di navigazione.

In questo scenario di morte e disperazione, il ministro Cecile Kyenge si dedica alla rivisitazione della legge Bissi-Fini, alimentando nuove speranze che finiscono per incentivare l’afflusso di immigrati. «Sulla rivisitazione della legge Bossi-Fini ci sono diverse aperture da parte di diversi gruppi politici per andare verso una riforma», ha detto a margine di un’iniziativa a Reggio Calabria il ministro. «Credo che questa legge vada rivista perché noi dobbiamo avere un approccio basato sulla persona», spiega. E a qualche chilometro da lei, in un Cie esplode la rivolta.