La Cassazione: no al ritiro della patente se l’incidente mortale avviene in un’area privata

Investire una persona in un’aria privata non espone il conducente alla sospensione della patente. Dalla Cassazione arriva un’altra sentenza che fa discutere: la sanzione accessoria del ritiro della patente non si può applicare se l’incidente stradale si verifica all’interno di un’area privata, cioè non aperta alla pubblica circolazione. E questo vale anche nel caso di incidente mortale e conseguente condanna per omicidio colposo. La vicenda su cui si è pronunciata la Cassazione si ricollega alla sentenza del tribunale di Lecco che applicando la pena di dieci mesi per il reato di omicidio colposo in relazione a un incidente in un’area privata, ha disposto anche la sospensione della patente per un anno. La sentenza del Tribunale è stata impugnata ritenendo che il giudice avesse applicato all’imputato anche la sanzione amministrativa accessoria nonostante il reato contestato non fosse stato commesso violando il codice della strada. La Suprema Corte ha accolto quest’impostazione e il procuratore generale presso la Cassazione ha depositato una memoria concludendo per l’annullo senza rinvio limitatamente alla sospensione della patente. In sostanza la Suprema Corte ha annullato la sentenza di primo grado senza rinvio. Nella sentenza la Cassazione, ricordando anche precedenti pronunce, spiega che le disposizioni del codice della strada, «mentre trovano diretta applicazione in relazione alla circolazione dei veicoli sulle strade aperte al pubblico transito, assumono unicamente il valore di criteri e canoni di comune diligenza e prudenza in relazione allo spostamento dei veicoli all’interno di aree private non aperte alla pubblica circolazione». Fermo restando che «tali norme (ossia quelle che s’ispirano a criteri di elementare prudenza e diligenza) siano ugualmente applicabili anche sulla circolazione dei veicoli all’interno di aree private», l’applicazione della sospensione della patente è da ritenersi «errata».