Italiani al mare, la Farnesina mette in guardia: in Egitto andate solo nei resort

Nel giorno in cui gli Stati Uniti riaprono 18 delle 19 ambasciate in Medio Oriente, resta valido l’allerta Egitto lanciato dalla Farnesina, che sconsiglia viaggi nel Paese arabo a eccezione delle località turistiche sul Mar Rosso, dove occorre tuttavia, secondo il ministero degli Esteri italiano, «osservare la massima cautela ed evitare escursioni fuori dai resort». Sulle splendide spiagge egiziane sono in questo momento almeno 14.000 gli italiani in vacanza, sottolineano fonti dell’ambasciata d’Italia al Cairo, che stimano in circa 50-55.000 nelle ultime quattro settimane il flusso di connazionali nelle località balneari più gettonate, come Sharm e Hurgada. In questi giorni cruciali, l’ambasciata ha invitato i turisti e i residenti italiani, almeno 5.000 quelli registrati in tutto il Paese, «a evitare di avvicinarsi agli assembramenti e a limitare gli spostamenti, in vista di probabili tensioni». Nell’avviso si ricorda che la sede diplomatica è raggiungibile ai numeri 0227943194-5. E nelle ultime ore il ministro Emma Bonino ha sottolineato che, nel timore di una escalation delle violenze, anche gli strumenti di protezione a difesa della sede diplomatica sono stati rafforzati. L’avviso pubblicato sul sito viaggiaresicuri.it sconsiglia i viaggi nel Paese con destinazioni diverse dai resort nel Mar Rosso e in quelli della costa nord, dove al momento non si registrano elementi di criticità. Da escludere ovviamente anche il Nord Sinai, teatro di 85 attentati solo nell’ultimo mese che hanno causato 47 morti. Nel complesso, la crisi politica scatenata dalla destituzione del presidente Mohamed Morsi, ha inferto un duro colpo al turismo egiziano, interrompendo la fase di crescita che si era registrata nei primi sei mesi del 2013, con quasi sei milioni di turisti (+9,6% sul 2012) e 4,4 miliardi di dollari di introiti. A Giza, dove sorgono le maestose piramidi, nell’ultimo mese il crollo dei visitatori è stato di oltre il 50 per cento. E la crescente instabilità sembra indicare che le stime del governo, altri 7 milioni di turisti nei prossimi 5 mesi, verranno riviste al ribasso. I dati sul 2013, resi noti dal ministro del Turismo, Hisham Zaazou, evidenziano comunque la grave crisi, iniziata con la Primavera araba, di un settore considerato strategico per l’economia egiziana: nel 2010, l’ultimo anno dell’era Mubarak, si era registrato il boom, con quasi 15 milioni di turisti e incassi per oltre 12 miliardi di dollari.