Israele ripiomba nell’incubo: aumenta la richiesta di maschere antigas…

Come a ogni crisi internazionale, gli abitanti di Israele rivivono lo stesso incubo, perché i Paesi aggrediti e i loro alleati spesso minacciano ritorsioni sullo Stato ebraico, che però sinora non si sono mai verificate. Comunque, anche stavolta, la possibilità di un attacco Usa contro la Siria ha portato a un forte incremento nel numero di richieste di maschere antigas da parte degli israeliani. Lo scrivono i media citando dati diffusi dal Servizio postale. Il servizio – che gestisce i centri di distribuzione delle maschere – ha annunciato che solo oggi 28 agosto, tra le 7 e le 13, le richieste sono state quattro volte più numerose di quelle normali. Sempre secondo la stessa fonte – ha spiegato il quotidiano Haaretz – la stragrande maggioranza dei residenti del nord di Israele, ossia quelli più vicini alla frontiera con la Siria, sono già in possesso delle maschere. La media nazionale – ha riportato il Jerusalem Post che cita il Comando del Fronte interno – è del 60%. Tuttavia «sembra bassa la possibilità che Israele sia attaccato come conseguenza di un intervento americano» contro la Siria. Lo ha detto un’alta fonte militare israeliana, citata in forma anonima sempre da Haaretz. L’ufficiale ha detto che «l’azione americana è imminente» ma ha aggiunto che l’apparato di difesa israeliano non ha ancora ricevuto informazioni riguardo l’esatto tempo dell’azione. La stessa fonte ha poi aggiunto che Israele è preparato per la possibilità che l’azione occidentale in Siria possa portare ad attacchi missilistici su Israele stessa da parte di vicini. «Anche se la possibilità di un tale scenario è bassa – ha spiegato – abbiamo una chiara responsabilità di prepararci ad ogni evenienza per proteggere i nostri cittadini». Le autorità invitano la popolazione a non farsi prendere dal panico: «Fino a ora non c’è ragione che la gente cambi la sua routine». Lo ha detto sul suo profilo Facebook il portavoce dell’esercito israeliano Yoav Mordechai, aggiungendo che l’esercito è pronto a dare ai cittadini ogni informazione di cui abbiano bisogno. «Stiamo studiando – ha scritto Mordechai – seguendo, esaminando gli eventi (in Siria) ora per ora. Il fronte del Comando interno conosce il proprio lavoro ed è pronto a ogni scenario». Comunque Israele ha rafforzato le difese di antiaerea. Tutte le batterie Iron-Dome di protezione da attacchi di razzi sono state adesso attivate, ha riferito la radio militare. La televisione Canale 10 ha aggiunto che due batterie di missili Patriot sono state dislocate presso Haifa e nel centro di Israele. I responsabili alla sicurezza hanno comunque chiesto alla popolazione di perseverare nelle attività normali. Intanto si apprende che l’Ambasciata d’Italia in Israele ha fatto sapere di stare monitorando gli sviluppi della situazione, in rapporto alla Siria, «in costante raccordo con le autorità israeliane e le altre rappresentanze diplomatiche dell’Ue». L’Ambasciata ha poi «consigliato ai connazionali in viaggio in Israele di consultare il sito www.viaggiaresicuri.it e di registrare i dati relativi al viaggio sul servizio del ministero degli Esteri www.dovesiamonelmondo.it per facilitare contatti e scambi di informazioni con la Farnesina e con l’ambasciata a Tel Aviv».