Intellighenzia ibernata: Asor Rosa insegue ancora il miraggio della “superiorità” della sinistra

Si chiama sindrome di Voltaire e identifica la tracotanza intellettuale, la pretesa cioè dell’intellighenzia di sinistra di possedere le chiavi progresso. Era molto diffusa in passato. Ma non è del tutto scomparsa. Ogni tanto riemerge. Basta leggere quello che certi venerati “santoni” come Asor Rosa continuano ad affermare ancor oggi, nonostante tutte le smentite della storia subite negli anni. Se la sinistra, nelle sue varie trasformazioni (Pds, Ds, Pd), non è mai riuscita a combinare granché quando ne ha avuto l’opportunità la colpa non è delle idee sbagliate ma solo degli errori dei dirigenti. Ah, fossimo ancora  “bei tempi” del Pci! Intervistato da Simonetta Fiori per per la Repubblica, il vecchio professore indica ancora, nell’anno di grazia 2013, il vecchio sentiero di Botteghe Oscure. «La tradizione del Pci consisteva nel mettere insieme il più possibile le scelte dirigenziali con i movimenti di massa. Popolo, classe e partito. Questo nesso è stato completamente smarrito».

Ma non è questa la chicca più succosa dell’intervista . Questa chicca la troviamo laddove  il professore sentenzia: «La sinistra deve recuperare questo senso di superiorità». Ohibò, la superiorità? Il professore non vuole essere preso per snob o radical chic, però il senso del suo discorso non cambia. «La superiorità della sinistra è quella delle classe lavoratrici. E poi credo di essere la persona meno snob che esista sulla terra. Sono stato nel partito, in sezione, tra gli operai». Forse se avesse frequentato anche altri ambienti, avrebbe sicuramente avuto una visione del  mondo meno unidimensionale. Quello che appare decisamente paradossale è che certe manifestazioni di paleoideologismo compaiono nell’ambito di una rubrica che vorrebbe viceversa offrire  parole nuove  alla  nuova sinistra .  Se la novità è tutta in queste proposizioni di Asor Rosa allora, non ci si deve allora  stupire se il travaglio di Pd e dintorni è  tanto angoscioso. Anche perché della presunta “superiorità” della sinistra l’Italia ha fatto triste esperienza. E sono in tanti a ricordarlo.