India, riprende la campagna stampa contro i marò: «Non rispondono alle domande»

Dopo che l’interrogatorio del comandante in seconda dell'”Enrica Lexie” ha alleggerito la posizione dei due marò italiani, sostenendo che la nave colpita non era il peschereccio St. Antony, la reazione indiana non si è fatta attendere. È ripresa infatti, dopo qualche settimana di stasi, la campagna stampa in India contro i nostri marò, ingiustamente detenuti dal febbraio dell’anno scorso nel Paese asiatico. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si sarebbero rifiutati di rispondere alle domande della polizia indiana (Nia) nell’incontro avuto giusto un mese fa a New Delhi, secondo quanto sostiene in prima pagina ”in esclusiva” il quotidiano Hindustan Times. Una fonte ufficiale degli inquirenti indiani ha detto al giornale che «abbiamo convocato entrambi i fucilieri di Marina accusati perché registrassero le loro dichiarazioni. Ma loro si sono rifiutati di dire qualsiasi cosa, a quanto sembra in base a direttive fornite dai loro legali». «L’indagine ha stabilito – ha ancora detto la fonte – che quel 15 febbraio 2012 c’è stato un tiro al bersaglio. Un pescatore è stato colpito alla testa, un altro al cuore. Noi – ha sottolineato – vogliamo sapere quello che ha spinto i marò a sparare ai due pescatori». Il quotidiano aggiunge che ora la Nia vuole ascoltare gli altri quattro marò che si trovavano nel team della sicurezza a bordo della Enrica Lexie perché si tratta di testimoni centrali dell’incidente. «Ma l’Italia non li ha per il momento mandati in India – ha concluso la fonte – nonostante una assicurazione fornita alla Corte Suprema di metterli a disposizione quando necessario. Abbiamo chiesto al ministero degli Esteri di sollevare la questione con l’Italia». Con l’interrogatorio del comandante in seconda della Enrica Lexie, Carlo Noviello, la Nia ha concluso venerdì gli interrogatori dei sei testimoni civili. Resta ora solo l’incertezza di quanto avverrà per gli altri quattro marò che erano a bordo e che pure gli inquirenti indiani hanno convocato, ma che l’Italia esclude che possano recarsi a New Delhi per testimoniare. Fra questi, solo uno, Antonio Fontana, era sul ponte il giorno dell’incidente. La vicenda tornerà di attualità la prossima settimana nella capitale indiana con l’arrivo dell’inviato del governo italiano Staffan de Mistura, che incontrerà il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid.