In Svizzera aprono i garage del sesso. E in Italia parte la crociata per riaprire le case chiuse

Primo giorno per i sex-box di Zurigo, i “garage del sesso” dove gli automobilisti potranno d’ora in poi appartarsi in compagnia di prostitute. Il “drive-in” a luci rosse, allestito alla periferia della capitale economica elvetica, sarà a disposizione di circa 40 lucciole e dei loro clienti motorizzati ogni giorno dalle 19 alle cinque del mattino. L’impianto, che mira ad allontanare la prostituzione dai quartieri abitati, è accessibile solo agli automobilisti. Superato un cancello, il cliente deve seguire un percorso chiaramente indicato durante il quale entra in contatto con le prostitute e pattuisce un prezzo per le prestazioni. Per avere rapporti sono disponibili degli appositi “box” con pareti in legno, parcheggi per i camper e due spazi coperti per i clienti che non vogliono farlo in auto. Nella zona sono presenti anche servizi igienici riservati alle prostitute e assistenti sociali. I sex-box erano stati approvati dagli zurighesi l’anno scorso con un referendum. Nel fine settimana, le autorità hanno inoltre organizzato una giornata “porte aperte” per presentare la struttura agli abitanti che hanno approfittato dell’occasione in gran numero. Il “sex drive-in” elvetico prende spunto da progetti analoghi in Germania e Olanda. E mentre in Svizzera nascono i “box del sesso” in Italia torna la ciclica crociata per cacciare le lucciole da strade e marciapiedi. In prima linea ci sono tantissimi sindaci di piccoli comuni che stanno unendo le loro forze per lanciare un referendum parzialmente abrogativo della legge Merlin e riaprire quindi le case chiuse. A lanciare la proposta è stato il sindaco leghista di Mogliano Veneto, Giovanni Azzolini seguito a ruota dai primi cittadini di Miane (Treviso) Angela Colmellere e quello di Calalzo (Belluno) Luca De Carlo.  La campagna si è subito allargata in tutt’Italia con centinaia di punti per la raccolta firme. L’obiettivo è quello di ottenere 500mila firme entro il 30 settembre. Alla lista si è aggiunto anche Attilio Fontana, sindaco di Montesilvano  che nei giorni scorsi aveva anche proposto la creazione dei “box del sesso”.