Imu, verso l’ok del Consiglio dei ministri. Brunetta: «Finalmente arriva la soluzione»

Dopo giorni di polemiche e tensioni arriva la schiarita, oggi alle 17 il Consiglio dei ministri dovrà sciogliere  il nodo sull’Imu. La maggioranza è vicina all’accordo. E lo conferma il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta: «Finalmente ci sarà la soluzione per l’Imu sulla prima casa e i terreni agricoli. Cancellazione per il 2013 e riforma complessiva della tassazione degli immobili, in termini di service tax, dal 2014. Stiamo definendo le coperture in maniera seria, responsabile, trasparente». I tecnici del Tesoro sono, infatti, ancora al lavoro per racimolare la maggiore quantità possibile di risorse da destinare alla cancellazione della tassa sulla casa, almeno per la stragrande maggioranza dei proprietari. Il problema però è che, se sembra ormai scontata l’eliminazione della prima rata (costo 2,4 miliardi compresi i terreni agricoli), le coperture per tutto il 2013, quindi anche per la rata di dicembre, stentano ancora ad essere individuate. Il Cdm di oggi, secondo quanto si apprende da fonti governative, dovrebbe cancellare in via definitiva la rata di giugno, grazie anche all’extragettito Iva derivante dalla nuova tranche di rimborsi di debiti della pubblica amministrazione, e prendere per il momento «un impegno politico» sull’eliminazione della seconda tranche e l’introduzione della service tax, che andrà attentamente modulata per non penalizzare gli inquilini.

Una delle ipotesi più gettonate sarebbe comunque quella di una copertura “precauzionale”, forse con l’aumento delle accise su alcol e tabacchi, lasciando lo spazio per una possibile sostituzione da parte del Parlamento in fase di conversione del decreto con risorse derivanti dalla spending review o con le entrate dalla lotta all’evasione. Altro capitolo su cui si sta focalizzando l’attenzione in queste ultime ore è poi quello della deducibilità dell’Ires sui capannoni industriali, punto giudicato essenziale dal ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, e sponsorizzato fortemente anche dal ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio, che lo giudica «un segnale importante» per le imprese.

Comunque il clima all’interno del governo sembra essersi rasserenato. «Andiamo con serenità a questo incontro – ha detto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri – quando c’è la volontà di trovare una soluzione la si trova sempre». Dal canto suo, il ministro degli Affari Regionali, Graziano Delrio ha annunciato anche che il governo «sta lavorando per la deducibilità dell’Irap per le imprese». Mentre il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, ha garantito che l’intervento sull’Imu «non mette a rischio» i fondi per la Cig spiegando che «stiamo già discutendo con il Tesoro» e che si sta lavorando anche a un «decreto per definire i nuovi criteri, a partire dal 2014, per l’uso degli ammortizzatori in deroga». Anche sugli esodati, ha aggiunto, «siamo pronti alla discussione» così come «a settembre arriveremo con una proposta seria» sulle pensioni d’oro.

Ma Mario Monti è stizzito e attacca la scelta del governo definendola un «cedimento di Enrico Letta e del ministro Saccomanni e del Pd alle pressioni del Pdl». Per Monti che considerava la batosta dell’Imu agli italiani un suo fiore all’occhiello il rospo è duro da mandare giù e ora si arrampica sugli specchi per tentare di legittimare la sua scelta: «L’Europa chiedeva da tempo che l’Italia introducesse una tassazione per la prima casa, non per un sadico gusto di far pagare di più ai cittadini ma per poter ridurre semmai la tassazione sul lavoro, stimolando la produttività. Il governo ha scelto una strada diversa, quella di arrendersi alla forte pressione del Pdl».