Il tweet di Gasparri per il “Corriere” è il lampo di genialità di un agosto troppo rissoso

Ok, basta con le liti. L’ordine arriva da Silvio Berlusconi e lo stato maggiore pidiellino si adegua. Ma ormai le carte sono scoperte e questa estate 2013 sarà contrassegnata, oltre che dalla separazione Bellucci-Cassel, dal tweet di fuoco che Maurizio Gasparri ha dedicato a Daniela Santanchè: “Morire per Berlusconi sì, ma per il twiga no”. La battuta è diventata talmente popolare da essere promossa da Aldo Grasso sul Corriere a “grido di battaglia dell’estate”. Comunicativamente quel tweet è geniale, afferma Grasso. “Un lampo agostano, inaspettato. È proprio vero che ogni vita possiede istanti degni di eternità”. E pare proprio che Gasparri rifaccia il verso a De André: “Morire per delle idee, vabbè, ma di morte lenta…”.   Perché ci sono idee e idee. E il twiga è più che altro un modello, è – citiamo ancora Grasso – “il mondo come rappresentazione del duo di Cuneo Briatore-Santanchè”. Memore dei suoi trascorsi nella destra identitaria, Gasparri l’ha buttata lì, con perfida sincerità: “Quel modello non ci appartiene”. O meglio non appartiene a quelli con la sua storia…

E se Gasparri diventa un simbolo per Aldo Grasso, Daniela Santanchè viene difesa con vigore dall’amico Briatore. Intervistato da Il Fatto afferma: “Gasparri? Lo devo ancora ringraziare. Mi ha fatto un sacco di pubblicità gratis”. Daniela? “Per la Dani ci sono sempre. Lavora 14 ore al giorno, è consistente, ha sempre supportato il presidente anche nei momenti difficili”. La Dani, tira le somme Briatore, non è una donna, è un marchio. Come Naomi, meglio di Naomi.