Il nubifragio mette in ginocchio Roma. Ma stavolta la sinistra non dice: “Piove, giunta incapace”

Una giornata da incubo, Roma travolta da un nubifragio che ha provocato danni enormi, strade allagate, scantinati e piani terra delle abitazioni invase dall’acqua, paralisi della circolazione. In un’ora e mezza sono arrivate quattrocento chiamate al 118 con richieste di soccorso e anche di aiuto per persone colte a crisi di panico.  La parte di un tetto di una palazzina è crollata a causa di una tromba d’aria in via di Boccea e a causa del forte vento un pino alto circa 25 metri è caduto sulla villa che ospita gli studi televisivi dell’emittente Roma Uno, all’Eur.Disagi in pieno centro, con alcuni negozi allagati: a via Borgognona, a due passi da piazza di Spagna, le commesse della boutique Cavalli si sono ritrovate l’acqua fino alle caviglie. A piazza Venezia, invece, si è allagato un bar. Stessi problemi anche al museo di arte contemporanea Carlo Bilotti, a villa Borghese. Il bollettino non si esaurisce qui: un tratto della tangenziale est in direzione Stazione Tiburtina è stato chiuso al traffico per allagamento. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani per deviare le macchine in arrivo. Ma anche il tratto della linea A tra Termini e Battistini è rimasto bloccato in entrambi i sensi di marcia «per avverse condizioni metereologiche». L’assessore Paolo Masini ha tagliato corto: «Sono stati danni ingenti. È stata una brutta ondata di pioggia tanto da far chiudere l’aeroporto Fiumicino…». Rispetto ai nubifragi dei mesi scorsi e all’improvvisa nevicata invernale c’è una differenza: non c’è una sinistra che dice “è tutta colpa del sindaco” arrivando a sostenere che non aveva letto con attenzione le previsioni del tempo. Ora c’è Marino, tutto bene madama la marchesa.