Il governo annuncia l’abolizione della prima rata Imu ma al Pdl non basta: «Sono pochi due miliardi»

Buone notizie dal governo sul fronte dell’Imu: entro fine mese si stanzieranno oltre due miliardi per abolire la prima rata. Parole del sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta. Sembra insomma che alla fine il Pdl abbia vinto la sua battaglia e mantenuto le sue promesse agli elettori. Ma è solo un primo passo, e anche insufficiente, a giudizio del centrodestra.«L’obiettivo del governo innanzitutto è di cancellare la rata di giugno definitivamente e di varare al più presto la nuova Service tax che consenta di superare l’Imu», ha detto Baretta, precisando che «la data di pagamento della prima rata della nuova tassa sarà definita nella riforma stessa». La prima scadenza potrebbe essere già a dicembre, in sostituzione della seconda rata Imu, ma certamente il Pdl ne chiederà lo slittamento a gennaio. La nuova Service Tax, una tassa di servizio federalista, aggiunge Baretta, andrà affidata «il più possibile alla gestione dei Comuni». E nella nuova tassa, anticipa il sottosegretario, dovrebbe essere assorbita «anche la Tares, per renderla una tassa dei servizi vera e propria». Baretta spiega che per la cancellazione definitiva della prima rata «il governo è impegnato a coprire i 2,4 miliardi necessari con il decreto che sarà varato a fine mese», ricordando anche che «con il superamento dell’Imu e l’introduzione della nuova Service tax il governo metterà a disposizione dei Comuni almeno 2 miliardi», con il risultato di un minore esborso da parte dei cittadini. Le parole di Baretta vengono commentate dal capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta, secondo il quale «sull’agenda economica d’autunno del governo, bene il sottosegretario Baretta, che ci anticipa la decisione di stanziare 2 miliardi per non far scattare la clausola di salvaguardia con la quale è stato sospeso il pagamento della rata di giugno. Bene il sottosegretario Baretta, che conferma l’impegno a evitare l’aumento dell’aliquota ordinaria Iva da ottobre. Bene il sottosegretario Baretta, che conferma anche l’impegno ad evitare l’entrata in vigore della maggiorazione della Tares di 30 centesimi per metro quadro, introdotta dal governo Monti. Ma non giochiamo con i numeri», puntualizza Brunetta: «L’eliminazione dell’Imu sulla prima casa e sui terreni e fabbricati funzionali alle attività agricole deve essere strutturale e non riguardare solo il 2013». «E le caratteristiche di un’eventuale Service tax non possono che – sostiene Brunetta – rispecchiare quanto già approvato nella scorsa legislatura, con l’accordo di tutto il Parlamento italiano (maggioranza e opposizione), sul federalismo fiscale, con il risultato di uno sgravio totale di tasse sugli immobili per 4 miliardi di euro. Nonostante gli impegni assunti dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, il sottosegretario Baretta propone di dimezzare tale cifra, portandola a 2 miliardi. Non bastano per assicurare l’esenzione della prima casa e dei terreni e fabbricati agricoli dall’Imu ed evitare la maggiorazione sulla Tares (come egli stesso sostiene)». «Sappiamo bene – incalza ancora Brunetta – che l’ipotesi illustrata dal sottosegretario Baretta è quella preferita dagli uffici tecnici del ministero dell’Economia e delle Finanze, retto, appunto, da un ministro tecnico, ma a quegli stessi uffici, che hanno elaborato la proposta, ricordiamo che il loro compito non è decidere, ma trovare le risorse per implementare le decisioni prese dalla politica».