Il duo Kyenge-Boldrini ordina: “Non chiamateli immigrati ma migranti”. La stampa “amica” obbedisce

L’emergenza immigrazione non sembra quasi più essere una notizia: proseguono irrimediabilmente gli sbarchi. Le coste del sud Italia sono prese d’assalto e oggi un altro barcone è arrivato clamorosamente carico di ragazzini. Il duo Kyenge-Boldrini ha creato una serie di false aspettative a migliaia di disperati che fuggendo dalle loro terre s’illudono di trovare in Italia il nuovo paradiso, dove tutti danno ospitalità, lavoro e casa. E così arrivano a valanga. Tra l’altro si gioca sempre sulle parole: il duo Kyenge-Boldrini ha invitato a non chiamarli immigrati o extracomunitari e ancora una volta tutti i giornali online e la stampa di centrosinistra si sono adeguati e li chiamano migranti. Una situazione che ricalca quella di un paio d’anni fa quando Monti disse che la sua manovra non era una stangata, ma un provvedimento “Salva-Italia” e tutti i giornali amici lo chiamarono così. Ma la situazione è drammatica come testimonia l’ultimo sbarco nelle coste siciliane e non può certamente essere affrontata con giochini di parole. Sono in larghissima parte minori, tutti adolescenti, i settanta immigrati sbarcati nel porto di Siracusa dopo essere stati soccorsi dalla Guardia costiera a circa 80 miglia a sud est di Capo Passero. I giovanissimi, tutti imbarcati su quello che sulla banchina del molo è stato ribattezzato come “il barcone dei ragazzini”, hanno detto di essere siriani. «Ma abbiamo ragionevole motivo per sostenere che le cose non stiano così – ha spiegato il comandante del porto di Siracusa, il capitano di vascello Luca Sancilio – Diversi potrebbero essere egiziani, ma questo avremo modo di verificarlo meglio successivamente». Tra gli immigrati approdati c’è anche una famiglia, questa sì molto probabilmente siriana, composta da una coppia con due figli in tenera età. La carretta del mare sulla quale i profughi si trovavano quando è stata lanciata la richiesta di Sos era alla deriva e in precarie condizioni di galleggiabilità. Il natante è stato abbandonato in alto mare ed è stato diramato il consueto bollettino di allerta ai naviganti per chi incrocia in zona. Non appena sbarcati gli immigrati sono stati sottoposti ai primi accertamenti dai medici della sanità marittima. Le operazioni si sono svolte sul molo, sotto una tenda approntata dalla Croce rossa. E l’emergenza continua.