Gasparri: «Solo i cretini confondono l’Imu con la service tax. I contribuenti possono stare tranquilli»

Niente rata di settembre e niente rata di dicembre. La più odiosa tra le gabelle – l’Imu sulla prima casa e i terreni agricoli – è stata “azzerata” al temine di un dibattito accidentato dove alla fine ha prevalso la coerenza e la volontà di andare oltre gli interessi di bottega. Ma mentre le famiglie italiane brindano ecco che arriva il bombardamento mediatico sulla service tax a tentare di svilire e annacquare un traguardo appena raggiunto: l’Imu esce dalla porta e rientra dalla finestra, questo è il messaggio che viene veicolato – urlato, nel caso di Grillo – in queste ore. A fare chiarezza una volta per tutte per non ingenerare confusioni destabilizzanti è il vicepresidente della Camera, Maurizio Gasparri.

Provocazione: ma è vero che l’Imu appena tolta sarà sostituita dalla service tax, come dicono i maligni?

Chi lo afferma è un cretino, come giudicarlo diversamente? Basta considerare la realtà dei fatti. L’Imu sulla prima casa e sui terreni agricoli non c’è più. Definitivamente. E questo, forse, ha spiazzato chi si augurava che le cose andassero diversamente. Quindi, sono cretini e anche impotenti, perché probabilmente non si aspettavano la determinazione con cui il Pdl ha combattuto questo principio che era ed è un fondamento del nostro patto con chi ci ha votato. Si rassegnino i tassofili di centro, di destra e di sinistra. Capisco alcuni inconsolabili invidiosi sparsi a sinistra o in micropartitini vari…

Insisto: spieghiamo perché Imu e service tax sono due cose diverse?

Solo chi non vuol vedere può affermare che le due tasse sono sovrapponibili: si tratta di due ambiti completamente diversi. Facciamo un passo indietro: l’Imu nacque come imposta locale, che il governo Monti stravolse e trasformò in un’imposta nazionale. Ora, questo balzello sulla prima casa non esiste più. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la service tax, che è qualcosa che andrà a prendere il posto di imposte che già esistono e si pagano a livello locale, come quella sui rifiuti, la Tares. Naturalmente, in materia fiscale bisognerà stare con gli occhi bene aperti e vigilare che non si incorra nel rischio – che evidentemente qualcuno già si augura in maniera preventiva– di prelievi ingiusti e ingiustificati.

Quindi la service tax rientra in una logica di servizi locali: ogni comune paga i suoi…

Ovvio. Intanto va preso atto che con l’abolizione dell’Imu, siamo certi che il prelievo complessivo per le famiglie diminuirà. Altro è il discorso dei servizi di carattere locale che sono di competenza dei comuni in funzione della loro qualità ed efficienza. Esempio. Prendiamo un comune come Napoli: non è che si può pagare all’infinito il trasporto dei rifiuti all’estero. Problema che ora si annuncia anche a Roma. Se un Comune non è capace di dare risposte soddisfacenti in materia, questi servizi dovranno essere pagati. In tal caso i cittadini se la dovranno prendere con gli amministratori locali, che pagheranno il loro fallimento. Dunque, niente fraintendimenti: la service tax riguarda il territorio e la qualità della politica sul territorio e chi vuole sovrapporla all’Imu appena abolita fa solo una speculazione politico-propagandistica.

Qualcosa non quadra: sembra che il viceministro dell’Economia del Pd, Stefano Fassina, voglia fare l’uccello del malaugurio dicendo che l’abolizione dell’Imu comporterà in automatico l’aumento dell’Iva a ottobre. I falchi del Pd già rumoreggiano?

Noi del Pdl ci siamo prefissi un altro grande obiettivo: vogliamo evitare anche l’aumento dell’Iva. Ed è veramente singolare che Fassina anzichè darsi da fare per il ruolo che occupa, lo  annunci quasi augurandoselo…

Aver centrato l’obbiettivo Imu cosa cambia nei rapporti all’interno del governo? 

I problemi e le incognite rimangono, ma questo non deve oscurare un risultato importante, che le famiglie attendevano. Letta è stato corretto e del resto era un suo impegno, rientrava nei patti che hanno portato al governo della larghe intese. Questa dell’Imu è anche una battaglia sua. Mentre se prevalgono  i Fassina non si va da nessuna parte. Bisogna che ognuno governi la propria parte di campo.