Fori Imperiali, il sindaco sognatore e il Pd si commuovono pensando… ai partigiani

Il sindaco sognatore vola con la fantasia, occhi al cielo, sospira, «è una grande rivoluzione». Il Pd si commuove e dedica l’«impresa» ai partigiani e ai liberatori. La Boldrini si precipita perché non vuole mancare all’evento della notte magica. Cosa sarà mai accaduto? I cavalli dei cosacchi si abbeverano nella fontana di San Pietro? No, è iniziata la pedonalizzazione dei Fori Imperiali a Roma e la sinistra ha subito cercato di dare al divieto di transito una portata storica al pari della conquista della Gallia o la battaglia di Ponte Milvio, in hoc signo vinces. Le cronache dei quotidiani on line sembrano descrivere qualcosa di memorabile, si parla persino dell’ultima auto a passare sul viale, una Smart grigia con a bordo un giovane residente a Tor Marancia, zona del quartiere Ardeatino, un po’ spaventato («e ora come faccio a ritornare a casa? Sicuro che poi non mi fermano al Colosseo per farmi la multa?»). Il Pd sprizza di un entusiasmo irrazionale, i fazzoletti asciugano le lacrime, c’è – come detto – chi ricorda la Resistenza ed è il deputato Michele Meta: «Si tratta di una pagina storica, di una gioia importante, di una forza e di un impatto pari solo alla sfilata degli americani e dei partigiani su via dell’Impero quando liberarono Roma». Incredibile ma vero, questa è la sinistra e questo è il nuovo sindaco della Capitale. E i cittadini? Sono stupiti e disorientati dalla chiusura dei Fori Imperiali. Alcuni stizziti, hanno girato il volante e lanciato qualche imprecazione. Altri hanno chiesto se la pedonalizzazione sarà per sempre. La maggior parte ha manifestato una certa sorpresa – «ma che davvero? E ora dove tocca andare?», hanno chiesto ai vigili. Altri sono andati via mugugnando: «Siamo impazziti, sono due volte che faccio il girotondo». «Ci hanno detto che bisogna arrivare fino a via Emanuele Filiberto e poi girare – ha aggiunto un altro automobilista – Ma lì non si può fare! È incredibile qui è un casino. Non si riesce a raggiungere San Giovanni venendo da Colle Oppio». Contenti invece i ciclisti, che però – a differenza di quanto vuol far credere Marino – sono pochi. Un altro elemento non è secondario: il caos è scoppiato nel primo sabato di agosto, quando la stragrande maggioranza dei romani è andata al mare. Cosa succederà al rientro è tutto da verificare. Nel frattempo il sindaco e gli esponenti del Pd sognano la rivoluzione, i partigiani e i liberatori americani. Sogni di una notte di mezza estate.