È ancora bufera a Roma: la sinistra non si permetta di cancellare il ricordo delle Foibe

Continua a essere forte la polemica contro il vicesindaco di Roma, Luigi Nieri per l’incredibile frase sulle foibe: «Roma è medaglia d’oro per la resistenza, le foibe le ricorderanno altre città». Poche parole pronunciate in un’intervista al Corriere della Sera per criticare la giunta Alemanno che aveva esteso i viaggi della Memoria anche a Trieste e alla stele di Basovizza. Parole che hanno scatenato la bufera e hanno costretto in prima battuta il vicesindaco a un parziale passo indietro («le foibe saranno ricordate»). Una mossa che però non è servita a placare gli animi. A scendere in campo ora è Laura Marsilio – ex assessore alla Scuola dell’amministrazione Alemanno, prima in Italia a proporre nei viaggi della Memoria il percorso della storia del confine orientale e degli esuli e delle foibe – che ricorda l’impegno a tutto tondo: «Abbiamo sfidato la sinistra su temi importanti – sottolinea – i viaggi della Memoria con la giunta Alemanno sono stati arricchiti di alcuni luoghi simbolo del totalitarismo del Novecento. Così accanto ai viaggi ai campi di concentramento di Auschwitz che hanno mantenuto la loro centralità, perché la Shoah è stato l’orrore più grande del secolo scorso, abbiamo inserito altre tappe come la visita al Muro di Berlino in occasione del ventennale della caduta e i viaggi in Istria e Dalmazia. Questi ultimi sono stati importanti per far conoscere agli studenti il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Siamo stati anche in Giappone a ricordare la bomba di Hiroshima e Nagasaki e Praga per approfondire la questione del dissenso dei Paesi dell’Est e ricordare il sacrificio di Jan Palach. Il nostro obiettivo – spiega – è stato quello di dare agli studenti una visione esaustiva della Memoria in modo tale che non ci siano vuoti o lacune dovuti a ideologismi di parte. Roma, peraltro, ospita un intero quartiere abitato dai profughi giuliano-dalmati e istriani e dai loro eredi, e come Capitale d’Italia deve rispettare l’intera memoria storica della nazione. I rigurgiti, quindi, filo-titini di Nieri sono assolutamente fuori luogo e inadeguati per chi ricopre una carica istituzionale e in quanto tale deve rispettare le leggi della nazione (tra le quali c’è anche quella del Ricordo) e le sensibilità di tutti i cittadini». L’ex assessore ricorda, inoltre, che tra gli ultimi atti della giunta Alemanno «c’è stata l’apertura della Casa del Ricordo che insieme ad Andrea De Priamo e alle associazioni degli esuli  giuliano dalmati abbiamo fortemente voluto e portato avanti con convinzione». Laura Marsilio auspica che questa polemica «sia solo uno scivolone estivo e che gli studenti romani possano godere di un’offerta formativa ampia come quella lasciata dalla nostra amministrazione, al fine di acquisire una coscienza critica». Critico anche Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia in Campidoglio: «Roma non solo accolse i profughi istriani, giuliano e dalmati in fuga dall’orrore ma esiste anche una legge dello Stato, numero 92 del 2004, che dispone l’obbligo per le scuole e le istituzioni di onorare e far conoscere la tragedia italiana degli infoibati per decenni nascosta e mistificata dalla storiografia di sinistra. La giunta Alemanno facendo conoscere i drammi delle foibe si è attenuta alla legge. Roma ora non può accettare un simile oltraggio».  Dura Lavinia Mennuni, componente del Pdl in Commissione scuola in Campidoglio: «Agli inizi di agosto, in una delle ultime riunioni della Commissione abbiamo affrontato con l’assessore Cattoi il tema dei viaggi della Memoria. L’assessore comunicò a tutti noi che a causa delle ristrettezze economiche si sarebbe potuto fare solo il viaggio ad Auschwitz. Ci fu una lunga discussione durante la quale cercammo di spiegarle l’importanza di far conoscere il dramma delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, inizialmente la sua poszione fu di netta chiusura, ma poi si ammorbidì e ci disse che avrebbe fatto di tutto per mantenere il viaggio in Istria.  Comprese, infatti, che quel drammatico pezzo di storia appartiene a tutti gli italiani. Roma ha insito nella sua memoria la tragedia delle foibe e il dramma dell’esodo. Un dramma che ha portato anche nella nostra città una forte comunità di giuliano-dalmati che sarebbero davvero offesi  se venissero attuate scelte diverse. Se il programma verrà soppresso, ma spero che non sia così, chiederò alla comunità giuliano-dalmata di predisporre  un piano alternativo indirizzato alle scuole per proseguire il lavoro avviato dalla precedente giunta Alemanno».