Epifani logora Letta e provoca il Pdl, con la scusa di sostenere il governo…

5 Ago 2013 18:55 - di Redazione

Il governo logora chi non lo vuole, sarebbe il caso di dire, visto che quotidianamente dal Pd arrivano segnali minacciosi a Letta ammantati da ipocrita buonismo. Come quelli del segretario Guglielmo Epifani, che dà un colpo al cerchio del governo e uno alla botte del Pdl per provare a minare la stabilità dell’esecutivo: «Ho dato un incoraggiamento al presidente del Consiglio perchè si trova ad operare nel cuore più profondo della crisi. Il governo non può nè deve farsi logorare dalle polemiche che abbiamo visto in questi giorni», ha detto oggi Epifani dopo aver incontrato il premier Letta. Per l’azione del governo occorrono tre qualità, secondo Epifani: «Una responsabilità generale verso tutti e non dare ascolto alle responsabilità di parte o di qualcuno; fermezza, bisogna dir di sì ma bisogna dire anche di no; in terzo luogo la capacità, proprio per la crisi che sta arrivando a questo culmine più basso, di essere in grado di dare le risposte migliori alle condizioni delle imprese, delle famiglie, dei giovani», dice ancora il “traghettatore”.  Saper dire no, dunque: immaginate a chi…

«Al presidente Enrico Letta “ho fatto presente la nostra preoccupazione per queste polemiche che sono seguite alla sentenza della Cassazione, molte delle quali sono andate oltre il segno e oltre il dovuto, noi non ci rassegniamo al fatto che in uno Stato di diritto non si possa valicare il limite in base al quale ogni cittadino è uguale davanti alla legge», ha aggiunto Epifani parlando con i cronisti dalla sede del Pd, con il chiaro intento di rinfocolare le polemiche con il Pdl, attività prediletta dal segretario del Pd, in mancanza di meglio da fare. «Giovedì sera ci sarà la direzione del Pd alla quale prenderà parte anche il premier Letta», ha poi annunciato Epifani, sottolineando che durante la direzione, oltre ai temi politici del momento, “discuteremo anche di regole congressuali, perchè credo che stiamo davvero per concludere il lavoro che la commissione aveva cominciato”.

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