Dopo la pace siglata sull’Imu, da Bersani arriva un siluro contro Berlusconi e contro le larghe intese

A Pier Luigi Bersani non va giù il rafforzamento delle larghe intese che è inequivocabilmente maturato con l’abolizione dell’Imu. Una battaglia storica del centrodestra che è stata coronata da successo. Una boccata d’ossigeno che mette a tacere le pulsioni, anche interne al Pdl, tese a minare il cammino di Letta per riportare gli italiani alle urne e consacrare con un successo (i sondaggi danno primo il partito di Berlusconi) la leadership del Cavaliere appannata dalla condanna in terzo grado. E così, se Letta dice che ormai non ci sono più scadenze per il suo governo e cioè che si può andare avanti con tranquillità ecco che sono i “falchi” del Pd e rimettere in moto la macchina delle contrapposizioni. Ieri Fassina (che ha detto che ora è inevitabile l’aumento dell’Iva), oggi Bersani che è tornato a sparare su Berlusconi: “O si prende atto subito che il destino di Berlusconi e quello del Pdl devono in qualche modo distinguersi, e se lo si fa subito il governo può andare avanti e l’Italia evitare dei traumi, oppure si arriverà comunque a questo tema, tra tre o sei mesi, ma la differenza e’ che nel frattempo può saltare il governo e possiamo avere come Paese dei traumi molto seri”.

Il messaggio non è piaciuto al Pdl, riunito in conclave a Roma con il leader. Sandro Bondi parla di parole ciniche e irresponsabili. Ironica Deborah Bergamini: per Bersani è semplice dire “cercate un altro leader” perché il suo partito è abituato ad avere dei non-leader… La senatrice Simona Vicari afferma che il vero trauma per il paese sarebbe stato proprio avere un premier come Bersani. Va oltre Jole santelli: le parole di Bersani, afferma, sono un affronto a Letta più che al Pdl. Un siluro contro l’attuale premier e contro la stabilità ritrovata.