Dopo la domenica in piazza, l’area alternativa alla sinistra riparte dal Cavaliere

Berlusconi mantiene la sua popolarità e la sua leadership. È questo il comune sentire degli esponenti del Pdl dopo il successo della manifestazione a Roma. «Per unire l’area alternativa alla sinistra si devono fare i conti con Berlusconi – dice Maurizio Gasparri – Manifestare è un pieno diritto del Popolo della libertà, che deve e può esprimere la propria totale e incondizionata solidarietà al suo leader». Per il vicepresidente del Senato è sotto gli occhi di tutti che l’ex premier «sia vittima di un incredibile accanimento giudiziario e ora lo ammettono anche alcuni che non lo dissero in passato. Ben vengano le parole di Montezemolo o Casini. Ma nessuno si illuda di avventarsi su una presunta eredità del Cavaliere. Chi ha fatto questi calcoli nel passato è andato incontro a clamorosi fallimenti. Quindi – puntualizza ancora Gasparri – sì ad ogni ragionamento politico utile per essere alternativi e vincenti nei confronti della sinistra. Ma partendo dalla realtà e dalla forza che oggi e domani rappresenta Berlusconi, che ha sempre dimostrato disponibilità al più ampio fronte di centrodestra, mentre altri hanno fatto calcoli non fondati». Altero Matteoli, dal canto suo, osserva che «il Paese viene prima di tutto. Berlusconi lo ha confermato facendo un discorso di alto livello e di grandissima responsabilità. Il Pd è servito e già le reazioni scomposte di Epifani tradiscono la difficoltà di un partito dilaniato. Auspichiamo che abbiano anche loro la responsabilità dimostrata da Berlusconi e dal Pdl». Il senatore invita ora il governo ad andare avanti e ad «approvare i provvedimenti economici che abbiamo richiesto e concordato. Infine, lasciamo in pace il presidente della Repubblica, teniamolo fuori dalle schermaglie politiche, egli saprà cosa fare». Poi, sottolinea: «Nessuno può pensare che gli elettori di centrodestra non si debbano indignare e quindi reagire con la protesta e la solidarietà verso Berlusconi. Nessuno può ritenere che non si possa criticare la sentenza della Cassazione definendola ingiusta e con finalità politiche. Siamo con Berlusconi e lo resteremo perché un leader con la sua storia e la sua personalità non viene sbattuto fuori dall’agone politico da una sentenza. Berlusconi mantiene, anzi, aumenta la sua popolarità e il partito è unito e forte». Per Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, «la sinistra è rimasta delusa. Berlusconi ancora una volta dimostra di avere un passo in più. Il suo discorso di grande responsabilità davanti al suo popolo che gli ha manifestato solidarietà e affetto con la consolidata compostezza e civiltà spiazza la sinistra che aveva urlato accusandoci di eversione».