Damasco: «Le armi chimiche le hanno usate i ribelli, ecco le prove»

Nel giorno in cui emergono nuovi indizi che confermano la denuncia, rivolta da attivisti siriani, dell’uso nei giorni scorsi da parte del regime di Assad di armi chimiche contro i civili nella regione di Damasco, la tv di Stato siriana ha affermato che «terroristi asserragliati in tunnel sotterranei nel quartiere di Jawbar della capitale hanno usato armi chimiche e che alcuni soldati siriani hanno mostrato sintomi di soffocamento». Per dare sostanza a queste affermazioni, respinte con forza dalle opposizioni in esilio, l’emittente controllata dal regime di Bashar al Assad ha mostrato immagini in esclusiva di alcuni barili di plastica con su scritto “Fabbricato in Arabia Saudita” (la dicitura ufficiale è “Fabbricato nel Regno arabo saudita”) e alcuni scatoloni contenenti fiale e con su scritto in inglese “Società tedesco-qatariota per strumentazioni mediche”. L’esercito regolare siriano ha infatti ritrovato a Jobar bidoni contenenti sostanze chimiche liquide di fabbricazione saudita, maschere anti-gas di fabbricazione Usa, siringhe anti gas tossici qatari-tedesche. L’emittente non ha fatto menzione del fatto che il regime non ha finora concesso a giornalisti o agli ispettori Onu, presenti da giorni a Damasco e invitati dal governo a verificare tutti i siti, di recarsi nelle zone fuori la capitale dove il 21 agosto scorso secondo attivisti e medici si è verificato un bombardamento con non meglio precisate sostanze tossiche e nel quale sono morte, secondo le fonti, oltre mille persone tra cui donne e bambini. Il governo ha invece portato giornalisti e cineoperatori a visitare Jobar, dove in queste ore i ribelli hanno utilizzato armi chimiche. A tal proposito, Medici senza frontiere ha affermato che circa 355 persone che «presentavano sintomi neurotossici» sono morte in Siria negli ospedali in cui lavora l’organizzazione internazionale e che dal 21 agosto nelle strutture sono state ricoverate 3.600 persone. E intanto in Siria si continua a morire sotto i colpi di armi convenzionali. Anche sono proseguiti incessanti i bombardamenti aerei e d’artiglieria da parte delle forze lealiste contro quartieri di Damasco e i suoi sobborghi controllati dai ribelli.