Dal wi-fi libero a Equitalia più “equa”: è legge il decreto del fare

«È una legge che contribuirà a migliorare e semplificare la vita delle famiglie e delle imprese e che aiuterà la crescita dell’Italia anche dando precisi segnali di equità e giustizia sociale come

quello contenuto nella norma che riduce del 25% lo stipendio dei manager pubblici». Così il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, sottolineando l’unica fiducia chiesta sui 7 decreti legge del governo sul decreto del Fare. Il sì definitivo dell’aula della Camera è arrivato con 319 sì, 110 no e 2 astenuti. Un testo, ha spiegato Antonio Leone del Pdl, che «opera in un quadro di compatibilità finanziaria molto difficile» e che ha come scopo l’uscita «dalla recessione economica. Un provvedimento che non può immettere risorse o diminuire le imposte, ma mira a far nascere il contesto giusto da cui dovrebbe partire la crescita. Migliorando l’accesso al credito, il quadro fiscale e quello delle semplificazioni». Un provvedimento omnibus che incorpora una serie di misure (dal fondo per le imprese, all’agenda digitale, al Wi-fi libero, alle risorse per opere subito cantierabili, ai 100 milioni per i piccoli comuni e per l’edilizia scolastica, all’agevolazioni per i cittadini in difficoltà, fino alle semplificazione delle cause civili). Riforme molto attese dagli italiani. Come quella relativa a Equitalia. «Una battaglia elettorale del Pdl oggi coronata da successo, con un concorso anche delle altre forze politiche, non solo della maggioranza, che voglio ringraziare», commenta Daniele Capezzone. Il presidente della Commissione Finanze della Camera la illustra in questi termini: «Abbiamo ottenuto risultati fondamentali per i contribuenti: 120 rate, impignorabilità della prima casa, impignorabilità (se non per un quinto) dei beni dell’impresa, soglie alte di debito per aggredire la seconda casa, fine dell’aggio».

Particolarmente soddisfatto Enrico Letta: «Aumenta l’impegno a favore delle imprese e torna la parola politiche industriali. Naturalmente –spiega il premier – si lega ad un complesso di iniziative che hanno iniziato a trovare punti di riferimento nelle ultime norme. Abbiamo appena approvato alla Camera il decreto del Fare: credo che sia un passo importante indicare un futuro di politiche industriali qualificanti. Noi crediamo che la componente industriale debba crescere. Molto importante nel triennio sarà l’impegno della Cdp».