Concita De Gregorio come l’Annunziata: inguardabili, impresentabili e volgari missini

Il vizietto di fare le pulci a chi non è dei “loro”: l’Annunziata aprì la strada in tv con la storia degli impresentabili, ora a sinistra lo fanno un po’ tutti, sempre con supponenza, nell’illusione di una superiorità morale e culturale che sono convinti di avere e che invece non hanno mai avuto. Basta leggere l’analisi della manifestazione di solidarietà al Cav scritta da Concita De Gregorio su Repubblica. Prima il parallelo dei due Balconi, quello di Piazza Venezia e quello di Palazzo Grazioli, nel solito tentativo di accostare il duce del Novecento e la sua fotocopia odierna, tanto per dare guazza all’antifascismo militante. Poi la critica agli esponenti del partito presenti alla manifestazione, trattati sempre come extraterrestri (dall’«una volta missino» Gasparri ad Alessandra Mussolini, «legittima Nipote»); lo squallido riferimento al ventre di Francesca Pascale; le parole di Belusconi («sono qui, resto qui, non mollo) che vengono tradotte in «Boia chi molla»; i “giovanotti” presenti in via del Plebiscito «con occhiali scuri a goccia», tanto per ricordare il look dei giovani di destra anni Settanta. Per poi continuare con la descrizione del popolo di centrodestra a metà tra il clown e il violento: «Tre o quattro ragazzi di passaggio intonano Bella Ciao, vengono aggrediti da una selva di voci che gridano «in Siberia» e cacciati dalla strada. Una donna dice che “nessun pregiudicato dovrebbe stare al governo” e le lanciano monetine», scrive la De Gregorio. Per poi finire: «Le finestre di Palazzo Venezia si chiudono, quelle di fronte di casa Berlusconi si accostano. Era questo, solo questo. Un piccolo intermezzo agostano ad uso delle tv, con parecchi figuranti e il protagonista a difendere se stesso, come sempre. Ricordava un po’ le antiche manifestazioni dell’ultimo Msi, pochi ma molto convinti». È evidente che alla De Gregorio queste manifestazioni procurino la stessa insofferenza che le procuravano le manifestazioni del Msi. Molto meglio i cortei dei centri sociali, con tanto di molotov, bombe carta, cassonetti bruciati e vetrine rotte. Perché nei centri sociali ci sono i “bravi ragazzi” mentre gli altri sono inguardabili, impresentabili, pagati dal “padrone”. E portano pure gli occhiali scuri a goccia, come molti giovani missini degli anni Settanta. Altri impresentabili. Almeno secondo la logica della De Gregorio e dell’Annunziata.