Buoni libri tagliati? Un assessore di Cosenza corre ai ripari: ve li fotocopio io…

Riconfermato da poco più di mese nella giunta comunale di Cosenza targata centrodestra, Geppino De Rose fa già parlare di sé. Per protestare contro il taglio dei fondi per i buoni libri, l’assessore comunale con una nuova lunga sfilza di deleghe – che vanno dalla Smart city e social innovation all’ Università, dall’Agenda digitale alla Formazione della coscienza civica, alla Scuola e cultura, alla Città a misura di bambino e alla Cittadinanza attiva – è pronto ad autodenunciarsi. Pur di garantire il diritto allo studio è, infatti, disposto a violare i diritti sulla proprietà intellettuale. Se necessario, annuncia, «fornirò, a mie spese, ai ragazzi delle famiglie bisognose, escluse dal beneficio dei buoni libro, copie fotostatiche dei libri». Sulla base dei parametri ministeriali, infatti, il piano di riparto regionale per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo per l’anno scolastico 2013-2014 prevede che il Comune di Cosenza subirà un taglio pari a circa il 60% del trasferimento ottenuto per l’anno precedente. Un taglio che sindaco e assessore non sono disposti ad accettare. «Si tratta dell’ennesimo attacco al welfare e alla filiera della solidarietà che viene scaricato sui Comuni – ha commentato il sindaco Mario Occhiuto – ormai sempre più isolati in trincea a fronteggiare emergenze e bisogni di una popolazione che la crisi ha ormai messo in ginocchio. E si tratta di una situazione nazionale che il ministro Delrio conosce bene, anche alla luce degli ultimi incontri che abbiamo richiesto e ottenuto. Sono davvero dispiaciuto per tutto questo». Incalza De Rose: «Da quest’anno alle famiglie più bisognose della città di Cosenza non riusciremo a garantire i buoni libro necessari ai loro ragazzi per proseguire gli studi. E poi ci parlano di fronteggiare la dispersione scolastica. Un taglio che sfiora il 60% significa voler condannare i ceti meno fortunati della città ad arretrare ulteriormente verso la disperazione. Tutto ciò è semplicemente vergognoso».