Beppe Grillo colto dalla sindrome dei “puttani”. E si sfoga scagliandosi contro il Colle

Ha capito che gli stanno tendendo il trappolone. E lui risponde alzando i toni con un nuovo attacco frontale al presidente della Repubblica. Grillo è su tutte le furie per le notizie che continuano a circolare sulla “caccia del deluso grillino” (per usare la terminologia della sinistra che invece, in altri momenti, avrebbe parlato di “compravendita dei parlamentari”. Sul suo blog, in un post intitolato “Ogni voto, un calcio in culo”, annuncia che «il M5S vuole fare saltare il banco». «Alle elezioni subito – si legge – con buona pace di Napolitano che dovrebbe dimettersi quanto prima». L’Italia non ha più tempo per dei giochetti, per le cazzate, per le “quattro o cinque cose da fare insieme” che non si faranno mai. Il M5S vuole fare una sola cosa, una sola, mandarli a casa… Bisogna tornare alle urne al più presto possibile. Ogni voto un calcio in culo ai parassiti e incapaci che hanno distrutto il Paese». Grillo è colto dalla sindrome dei “sette puttani”. Gli sembra di rivivere la vicende del 1962 con protagonista Achille Lauro: tra i trenta consiglieri monarchici napoletani alla sala dei Baroni, un gruppetto di dissidenti aveva fatto capire che era pronto a dimettersi per costituire una nuova fazione autonoma. Lauro, avendo sentito puzza di bruciato, convocò i sospettati e chiese un atto pubblico di fedeltà. Mentre Muscariello, alla vista di Lauro, davanti a decine di testimoni s’inginocchiò baciandogli i piedi e promettendo “fedeltà incrollabile”, Giuseppe Del Barone spergiurava: «Dopo diciassette anni di attività politica monarchica sono più che mai al suo fianco per le fortune di Napoli e delle comuni idealità». Ma nulla di tutto ciò era vero. Il 12 settembre Giovanni Gatti, segretario del partito che nel frattempo si è trasformato in Pdium, riceveva la lettera di dimissione dei sette traditori: Corrado Arenare, Ugo Cozzolino, Vincenzo Cito, Filippo Dell’Agli, Giuseppe Del Barone, Giuseppe Muscariello e Luigi Wolf. Il direttore del Roma Alberto Giovannini sparò con violenza sui voltabandiera, fustigandoli di epiteti in uno storico articolo dal titolo “I sette puttani” che fu ripreso da tutta la stampa italiana con eco anche all’estero.