Attenti alle sette! Un “guru” strapaesano prometteva la liberazione dal “Maligno” in cambio di soldi e sesso

Diceva un noto “santone” americano (che non citiamo per non essere accusati di integralismo e di spirito reazionario) che il modo migliore per fare soldi  era quello di fondare una “religione”. A questa massima deve essersi ispirato un ex prete della diocesi di Firenze, Mauro Cioni, 68enne, di Empoli, a cui il magistrato ha contestato i reati di riduzioni in schiavitù e violenza sessuale. Dopo aver lasciato  la tonaca, il suddetto Cioni ha creato una “setta” (che ha sede a Montecchio di Cortona, in provincia di Arezzo)  promettendo agli adepti «un altro Cristinesimo» e la «liberazione dal Maligno».  La condizione, secondo il pm, era che  i malcapitati interrompessero qualsiasi relazione familiare, sociale e lavorativa, gli elargissero denaro e soggiacessero ai suoi desideri sessuali. Per quanto possa essere incredibile, sembrerebbe, sempre secondo l’accusa,  che una decina di persone siano rimaste vittima di tale impressionante raggiro: nove donne e un uomo. La storia è andata avanti per anni e potrebbe aver avuto anche un risvolto tragico. Cioni è stato anche indagato nel 2001 per istigazione al suicidio a seguito della morte di un ragazzo di 19 anni, finendo però prosciolto.

Che dire? Che siamo pur sempre nel Paese di Mamma Ebe, delle fattucchiere e dei furboni. Ma la storiaccia  di questa setta strapaesena e della sua relativa pseudoreligione pecoreccia lascia un po’ perplessi. Possibile che nel tempo degli  iPod e dei collegamenti istantenei e veloci un gruppo di persone, per quanto sprovvedute, si facciano  irretire in modo così incredibile e vergognoso? Purtroppo è possibile. Né vale invocare il rimedio della secolarizzazione davanti a questo ritorno di Medioevo  in versione boccaccesca. Come diceca Chesterton, «da quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano più in nulla, credono a tutto».