Appuntamento al 2019: venti città italiane in lizza per il titolo di capitale europea della cultura

Nel 2019 sarà italiana la capitale europea della cultura. Le città candidate all’ambito riconoscimento sono venti e la loro scommessa è quella di dimostrare che l’investimento sulla cultura crea indotto economico, oltre a portare nelle casse della prescelta un premio di 1,5 milioni di euro. Si va dalla “scontata” candidatura di Venezia a tentativi più paradossali, come la candidatura di Carbonia. Si affiancano poi città d’arte come Urbino, Perugia, Ravenna, Siracusa, Palermo e Siena, ma anche Taranto che, proponendo la sua candidatura, cerca un riscatto dall’immagine soffocante dell’Ilva ma dovrà rivaleggiare con Bari e Lecce, anch’esse in lizza. Si aggiungono Aosta e Catanzaro. Da Nord a Sud i centri italiani provano a mettere in vetrina, con la propria eccellenza, idee e spirito manageriale. E ancora Bergamo, Matera, L’Aquila che risolverebbe i problemi della ricostruzione, la Torino da sempre trainante nella storia della cultura italiana, e poi Caserta, Mantova e l’ex repubblica marinara Amalfi. Il 20 settembre saranno esaminati i dossier che offriranno materiale per una prima selezione di una commissione mista (sette membri scelti dalla Ue e sei nominati dal governo italiano) e a novembre le città candidate saranno al massimo cinque. Non sarà tanto la bellezza artistica dei centri italiani a convincere Bruxelles, quanto la capacità di queste città-salotto di inserirsi in un tessuto dinamico, di saper interagire con le nuove tendenze e di saper proiettare nel futuro il “prodotto” culturale. La sfida è appunto questa: non aggrapparsi alla rendita costituita dal patrimonio artistico ma dimostrare come si è in grado di valorizzarlo. Ed è una sfida da seguire con grande attenzione.