Voto rinviato sulla Santanché. E lei corre da Alfano: «Mi ha detto che resto candidata. Ma col Pd non parlo»

«Mi ha appena chiamato il segretario del Pdl per dirmi che io resto la candidata unica per i prossimi giorni, settimane, mesi e anni. Può bastare?». S’è appena concluso il voto per il rinvio dell’elezione del vicepresidente della Camera e Daniela Santanché solca il piazzale di Montecitorio per correre – si fa per dire, considerando i trampoli –  ad infilarsi in un’auto per una destinazione misteriosa. Ma il mistero regge il tempo di qualche sampietrino. «Sto andando da Alfano, scusate, ho fretta», dice ai giornalisti che la inseguono tempestandola di domande. Poi, quasi in stile predellino, la parlamentare del Pdl si ferma accanto alla portiera dell’auto per farsi fotografare con una scolaresca di Udine, incredibile ma vero, tutta composta da berlusconiani in erba. «Silvio for ever», grida un ragazzino. E lei: «Bravi, vi stanno educando benee!». E l’altro: «Sì, è facile, basta non leggere i giornali».

È la versione grillina del berlusconismo moderno, quella che interpreta la Santanché: bagnetti di folla e tanta piazza, anche quando c’è poco da festeggiare. In realtà la “pitonessa” non sembra affatto delusa dal mancato accordo di maggioranza sul suo nome. Tutto rinviato, ma a quando? «Non ho fretta, io, ma nessun passo indietro, né mio, né del Pdl. Ripeto. Mi ha chiamato Alfano e sto andando da lui». Ma perché sono calati i veti sul suo nome, onorevole? «Perché io ci metto la faccia nelle mie battaglie, alla gente dei veti su mio nome non frega nulla, le priorità sono altre, il lavoro, i giovani…». Ma il Pdl rischiava di spaccarsi sul suo nome? «No, sono certo che avrebbe votato, e voterà, in modo compatto». E il Pd? Ha provato a parlare con loro? «No, io ho difficoltà a parlare con quelli del Pd, lo ammetto. E poi non chiedo niente, sono abituata a dare piuttosto che a ricevere». Dicono che lei sia divisiva. «Allora sono felice di esserlo». Faranno passare un po’ di tempo e poi le chideranno di farsi da parte? «Le devo ripetere cosa mi ha detto Alfano?».

E in quel momento sull’i-phone compare la nota del segretario del Pdl: «Su Daniela Santanché nessun passo indietro, anzi si va avanti».  E l’auto parte, in direzione Alfano.