Voto di scambio, Zanda fa marcia indietro: «Il Senato correggerà il testo». Ma nel Pd scoppia un’altra polemica

«Il Senato correggerà certamente il testo del 416 ter». Zanda fa marcia indietro. Si corre ai ripari nonostante l’approvazione alla Camera del testo sul voto di scambio politico-mafioso che tanto putiferio aveva suscitato, accusato dapprincipio di essere il frutto di un’intesa tacita tra Pd e Pdl, o peggio ancora, di essere un “regalo” fatto al centrodestra. Invece la “correzione” del testo arriverà  per via dell’operazione a tenaglia della «rivolta dei pm» e del partito di Repubblica. Infatti, proprio un articolo del quotidiano di Scalfari dava notizia dei magistrati in subbuglio per il fatto che il testo così come era stato licenziato dalla Camera avrebbe compromesso molti processi per mafia. Una scia su cui si è accodato anche Roberto Saviano su twitter. Due termini risulterebbero equivoci nel testo approvato da Pd, Pdl, Scelta Civica alla Camera, “consapevolmente” e “procacciamento”. Si legge:  «Chiunque accetta consapevolmente il procacciamento di voti con le modalità previste dal terzo comma dell’articolo 416-bis in cambio dell’erogazione di denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. La stessa pena si applica a chi procaccia voti con le modalità indicate dal primo comma». Postilla Roberto Saviano su Repubblica: «Se prima bastava la mera promessa di voti da parte dell’organizzazione mafiosa perché il candidato fosse punibile, ora è necessario provare il procacciamento, cioè un’attività concreta di ricerca e raccolta voti per quel determinato candidato da parte dell’organizzazione criminale, utilizzando la sopraffazione tipica delle organizzazioni mafiose». Insomma, servono le prove per mandare in galera qualcuno. E pensare che il testo ora vituperato era stato approvato in gran fretta, era stato il Pd a chiedere di accelerare l’iter in sede deliberante.  Quindi, ora «è un problema del Pd», spiega il presidente della commissione Giustizia del Senato Francesco Nitto Palma: «Loro hanno chiesto il provvedimento a gran voce ed è stato il presidente del Senato a dare la sede deliberante al ddl. Se la vedessero loro ora. Se mi chiedono di bloccarlo io lo blocco, ma sono loro che devono prima chiarirsi le idee». Corre subito a “giustificarsi” il presidente del Senato chiamato in causa: «Volevo solo facilitare l’iter. In questa fase di profonda crisi, meglio era intervenire su ciò che si ritiene più urgente e significativo. Anche per questo ho deciso di assegnare alla Commissione giustizia in sede deliberante le norme sul voto di scambio politico mafioso». C’è bufera nel Pd. Ha tuonato il presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: «Il testo lo conoscevano tutti . Perché non parlarono prima?». Il Pdl con Fabrizio Cicchitto attacca la tesi Saviano e difende il testo: «A nostro avviso la lotta alla mafia va sempre accompagnata dalla certezza del diritto». Basata sulle prove e non sui teoremi.La commissione Giustizia del Senato rinvia l’esame del testo sul voto di scambio. Intanto, la richiesta, avanzata dal Pd con Giuseppe Lumia, di riaprire i termini per gli emendamenti pur lasciando la sede deliberante, dovrà essere esaminata dall’ufficio di presidenza della commissione, che è stato convocato per lunedì prossimo.