Venerdì in aula il ddl sull’omofobia. Il Pd ha fretta, il Pdl avverte: non sia conculcata la libertà di opinione

È sempre alta la tensione sulla legge che introduce il reato di omofobia. Dopo la richiesta di una moratoria avanzata dal Pdl il ddl ha subìto un’accelerazione in commissione attraverso un compromesso: estendere ai reati di omofobia la legge Mancino. Il ddl ha così avuto i voti di Pd, Pdl e Sel. M5S e Scelta civica si sono astenuti e la Lega ha votato contro. Da venerdì il disegno di legge sarà in aula. I cattolici del Pd minacciano una pioggia di emendamenti. Pd, Sel e M5S cercheranno di inserire l’aggravante di omofobia, sulla quale non si è trovato un accordo col Pdl.

E ora la discussione è apertissima, anche all’interno del Pdl. Fabrizio Cicchitto avverte: il contrasto ai reati di omofobia non può diventare anche contrasto alla libertà di opinione. Sulla stessa lunghezza d’onda Renato Brunetta: “La società che abbiamo in mente si fonda sul diritto di essere se stessi e di esprimersi di conseguenza: sarebbe contraddittorio voler difendere la libertà di espressione sessuale comprimendo la libertà di espressione del pensiero. Non vogliamo che la legge contro l’omofobia si trasformi nell’assolutismo del pensiero unico”. E comunque, tira le somme Brunetta, la legge sull’omofobia non è prioritaria.

Il relatore del ddl per il Pdl, Antonio Leone, difende l’emendamento di compromesso che in commissione ha fatto fare un passo avanti alla legge: “Io per esempio sono contrario ai matrimoni gay ma per questo potrei essere perseguito penalmente per omofobia? Non è assolutamente così!”. Il coordinatore Sandro Bondi, contrario all’idea di una moratoria sui “temi etici”, avverte invece i suoi colleghi di partito: nessuno cerchi di imporre una linea. Si tira fuori dalla mischia il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: “Lasciamo che siano le Camere a misurarsi in Parlamento senza anticipare le conclusioni”.  E il Pd, giusto per far capire che aria tira, e cioè che il partito è indisponibile a ogni ipotesi di rinvio, ha messo sulla homepage del sito dei deputati un manifesto con uno slogan inequivocabile: “Finché non si approva una legge contro l’omofobia, saremo civili solo a metà”.