Tre donne nel nuovo governo egiziano: il capo dell’esercito sarà vicepremier

Sulla scia di una nuova sanguinosa ondata di scontri fra sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e forze dell’ordine che, nella notte, ha lasciato sul terreno al Cairo sette vittime, il premier incaricato egiziano Hazem el Beblawi ha dato una stretta alla formazione del suo nuovo governo. In serata 33 ministri del primo governo del dopo Morsi hanno giurato nelle mani del presidente ad interim Adly Mansour. Fra questi anche il ministro della Difesa e capo delle forze armate Abdel Fattah el Sissi, regista dell’operazione che ha portato alla rimozione di Morsi sulla spinta di manifestazioni oceaniche e che, da oggi, è anche il primo vice premier del nuovo governo. Una mossa che gli dà un ruolo politico di primo piano. Il nuovo governo è stato stroncato immediatamente come «illegittimo» dalla Fratellanza che respinge con decisione il “golpe militare” che ha rovesciato il suo presidente. Le violenze della notte scorsa – «fermamente condannate» dagli Stati Uniti – sono scoppiate dopo quasi una settimana di relativa calma nelle strade della capitale egiziana e hanno avuto come epicentro un quartiere del centro dove sostenitori di Morsi hanno tentato di bloccare il ponte del 6 ottobre, uno degli snodi strategici della città. Il tentativo è stato respinto dalla forze dell’ordine che, a loro volta, hanno accusato i manifestanti di aver usato molotov e proiettili. Altri scontri sono esplosi sempre nella nottata nei pressi dell’università del Cairo, dove, dal 30 giugno, si riuniscono i supporter della Fratellanza per rivendicare la legittimità del deposto presidente. Le violenze hanno riacceso le tensioni, anche se la presidenza ha fatto sapere di avere avviato contatti con la Fratellanza per quella riconciliazione nazionale considerata un passaggio essenziale della road map verso l’elezione di un nuovo parlamento e di un nuovo presidente. Ma anche in questo caso la Confraternita, pur non smentendo i contatti, ha ribadito la sua linea di assoluta intransigenza sull’opportunità di intavolare una trattativa prima che Morsi venga restituito al suo posto. Morsi, ha invece precisato il portavoce della presidenza Ahmed al Moslemani, è tenuto al sicuro in un posto segreto dove é trattato col rispetto dovuto ad un ex capo di Stato.

Il nuovo governo ha rispettato in larga misure le attese e le indiscrezioni dei giorni scorsi, soprattutto per quanto riguarda i portafogli più importanti. Un economista con lunga esperienza di Banca mondiale, Ahmed Galal, alle finanze, un ex ambasciatore negli Usa Nabil Fahmy agli esteri, tre donne, di cui una copta, a Informazione, Ambiente e Sanità. La mossa a sorpresa di oggi é la nomina di el Sissi a vicepremier, e il rifiuto netto della Fratellanza a riconoscere la legittimità del nuovo governo non fa sperare niente di buono per le prossime notti. Per venerdì, intanto, il Fronte 30 giugno, che raccoglie i movimenti che hanno dato vita alla rivolta anti Morsi, hanno chiamato a raccolta i propri sostenitori. «Per proteggere i risultati della rivoluzione».