Terrore nel varesotto. Un ex vigile spara a sindaco e vicesindaco.Quest’ultimo versa in gravi condizioni

Terrore nel piccolo Comune di Cardano al Campo nel Varesotto. Un uomo “armato fino ai denti” (secondo i testimoni), ex vigile sospeso dal servizio,  è entrato questa mattina nella sede del municipio e ha sparato alcuni colpi di pistola contro il sindaco, Laura Prati, e il suo vice, Costantino Iametti, ora ricoverato in condizioni molto gravi.

Dopo la sparatoria l’uomo, Giuseppe Pecoraro, si è precipitato urlando nella sede del sindacato dei pensionati della Cgil, in via Mameli e, dopo aver fatto uscire i presenti, ha tentato di appiccare il fuoco. «Non abbiamo idea dei motivi per cui abbia voluto prendere di mira la nostra sede – ha spiegato Umberto Colombo, segretario dello Spi–  vogliamo esprimere la nostra solidarietà e la nostra vicinanza ai due feriti». La dinamica della sparatoria e le vicende personali dell’ex vigile  fanno pensare al raptus omicida di un uomo in preda alla smania di “vendetta”. «Mi ha detto ‘ho regolato i conti’ prima di allontanarsi», racconta una dipendente del Comune, «i colleghi del municipio avevano visto la sua macchina fin dalle 8 stamani, probabilmente aspettava l’apertura alle 9,30 o l’arrivo del sindaco». Quando l’uomo che ha tentato la fuga è stato fermato da una pattuglia della polizia aveva due pistole e un fucile a tracolla. A seguito di una condanna per truffa  e peculato gli era stata tolta la pistola d’ordinanza ma, evidentemente, non le altre armi. La sospensione dal lavoro decisa dalla commissione disciplinare del Comune in seguito alla condanna in primo grado potrebbe essere la causa del raptus omicida. Intorno al primo cittadino, del Pd, e al vicesindaco del Psi, che è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, si è stretta la solidarietà della comunità cittadina e del mondo politico. È  davvero preoccupante constatare come chi è in prima linea per servire la propria comunità possa pagare un prezzo tanto alto», ha detto il capogruppo del Pd alla regione Lombardia. Per il leader socialista Riccardo Nencini «quanto è successo in un piccolo centro della provincia italiana dimostra quanto sia difficile e a volte pericolosa l’opera degli amministratori locali che ogni giorno lavorano per il bene comune».