Tafferugli a Rio de Janeiro durante la visita di papa Francesco, due feriti

Il malessere del Brasile approfitta dei riflettori su Rio dovuti alla visita di papa Francesco per richiamare l’attenzione dei media internazionali sul difficile momento che il gigante sudamericano sta vivendo. Tafferugli tra manifestanti e polizia fuori dalla sede del governo statale di Rio de Janeiro, il Palazzo Guanabara, da dove Papa Francesco si è ritirato poco fa, al termine di una cerimonia presieduta dal presidente della Repubblica Dilma Rousseff. I disordini sono iniziati dopo il lancio di oggetti da parte di un gruppo di dimostranti in direzione delle forze dell’ordine, che hanno reagito con lacrimogeni. Al centro delle proteste dei manifestanti soprattutto il governatore di Rio, Sergio Cabral, uno dei principali bersagli delle critiche anche durante i cortei popolari di protesta del mese scorso. Bilancio pesante – ancorché provvisorio – delle manifestazioni di protesta fuori dal palazzo Guanabara: durante i tafferugli, un agente della polizia è rimasto gravemente ferito, mentre sei dei manifestanti sono stati fermati e portati al commissariato. L’agente è stato ricoverato con gravi ustioni dopo essere stato raggiunto da una molotov, precisano i media, sottolineando che negli scontri è inoltre stato colpito un fotografo dell’agenzia France Presse, Yasuyoshi Chiba, ferito alla testa da una manganellata. «Ho visto dei manifestanti cadere per terra – ha raccontato il fotografo -. I poliziotti li hanno presi per portarli via. Ho fatto delle foto della scena e sono stato bruscamente spinto da altri poliziotti. Allora ho alzato il braccio con la macchina per mostrare che ero un fotografo e pacifico. È stato allora che un poliziotto in uniforme mi ha colpito col manganello sulla testa». I manifestanti protestavano per i 40 milioni di euro di fondi pubblici spesi per organizzare la visita del pontefice. La manifestazione è stata dispersa con i lacrimogeni dopo la partenza del papa dal palazzo. «È stato un errore nella scelta della corsia»: così, il capo gabinetto della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, ha commentato la vicenda dell’auto del Papa bloccata per lunghi minuti nelle strade di Rio de Janeiro. Ancora non si sa chi è stato responsabile dell’errore, ha precisato Carvalho alla stampa locale, aggiungendo che il fatto che non sia successo niente è «un sollievo». I media sottolineano che nel punto in cui è stata rallentata e fermata sulla avenida Vargas – stretta tra una fila di autobus e centinaia di pellegrini che volevano salutare papa Francesco – l’auto con Jorge Bergoglio ha impiegato 12 minuti per percorrere 500 metri. Secondo alcune fonti citate dalla stampa, l’errore sarebbe da imputare alla scorta della polizia locale. Questa a loro volta, aggiungono i media, sottolinea che gli uomini della scorta hanno seguito le indicazioni date dall’organizzazione generale responsabile della visita del Papa a Rio. Durante una di queste soste forzate, però, il pontefice è stato acclamato da decine di migliaia di persone: «Sto ancora tremando», ha detto la mamma della bambina baciata dal Papa, quando il pontefice si trovava ancora a bordo dell’auto che lo conduceva dall’aeroporto al centro di Rio de Janeiro. «Sono rimasta molto emozionata», ha aggiunto, tra le lacrime, Thais Ramos, 26 anni, madre di Izadora, di un anno e otto mesi. La giovane è riuscita ad avvicinarsi al veicolo di Bergoglio durante una delle sue frequenti soste nel percorso in direzione della cattedrale metropolitana carioca.

E pensare che la visita di Francesco I era iniziata come meglio non poteva: centinaia di migliaia di ragazzi hanno invaso lunedì pomeriggio il centro di Rio de Janeiro per vedere da vicino, e per toccare, il Papa argentino giunto poco prima in Brasile. Con un fuori programma unico, quello di Francesco bloccato nel traffico che non smetteva di salutare e di sorridere, è di fatto iniziata la Giornata mondiale della gioventù in terra verdeoro. La “love story” pellegrini-cariocas-Papa si è materializzata proprio in quei tratti di strada percorsi da Bergoglio, vicino alla Cattedrale. Il clima di festa ha annichilito anche il ricordo delle proteste anti-governo della fine di giugno, che sono – per ora – finite in cantina. Proprio a Cinelandia, area del centro, tradizionale scenario di molte proteste, invece che dai manifestanti le scalinate del Teatro Municipal e del consiglio comunale sono state invase da una moltitudine di giovani, gente comune e passanti. Dappertutto è stato uno sventolio di bandiere, soprattutto brasiliane, ma anche argentine, cilene, messicane e di tanti altri paesi latinoamericani. Tanti i canti popolari che con il tipico ritmo festoso della musica brasiliana hanno accompagnato l’arrivo, e la vicinanza, del Papa, in quello che è stato solo un primo capitolo di una sorta di “carnevale religioso” che proseguirà per tutta la settimana della Giornata mondiale della gioventù.