Svolta nell’inchiesta su Fonsai. In manette la famiglia Ligresti. Ricercato il figlio Paolo attualmente in Svizzera

Svolta clamorosa nell’inchiesta su Fonsai, la compagnia assicurativa che accanto al mattone è stato il pilastro dell’ex impero economico della famiglia Ligresti. Da questa mattina è in manette quasi l’intera famiglia. Il padre Salvatore, ex presidente onorario di Fonsai, è agli arresti domiciliari, le figlie Giulia e Jonella sono state portate in carcere  mentre Paolo, che  si trova in Svizzera, risulta al momento “ricercato”.  «Non vuole tornare – ha detto il procuratore aggiunto Vittorio Nessi – ma esistono convenzioni internazionali e le possibilità di soluzioni ragionevoli». Il “patriarca” (che ha reagito con grande serenità, riferiscono gli agenti della Guardia di Finanza) ha ricevuto la notifica nella sua casa di Milano; la figlia Giulia è stata fermata nel capoluogo lombardo; l’altra figlia Jonella è stata raggiunta a Cagliari, dove era in vacanza, e portata nel carcere cittadino. Nella stessa operazione sono stati arrestati anche Emanuele Erbetta e Fausto Marchionni, ex amministratori delegati di Fonsai, e Antonio Talarico, ex vicepresidente della società. L’inchiesta sull’holding assicurativa era stata aperta nell’estate 2012 dalla procura torinese sulla scia di quella milanese su Premafin, società del gruppo Ligresti. Avviata per l’ipotesi di falso in bilancio e ostacolo all’attività di vigilanza in merito al quadriennio 2008-11, si era ampliata lo scorso febbraio dopo la presentazione di numerose querele da parte degli azionisti. Il procuratore aggiunto Vittorio Nessi della procura di Torino, in conferenza stampa,  ha riferito uno “spaccato inquietante”. «Una società assicurativa molto importante era piegata agli interessi di una parte dell’azionariato, quello che contava (i Ligresti attraverso Premafin detenevano oltre il 30 percento della società). Le Guardie Gialle hanno verificato una «sistematica sottovalutazione delle riserve tecniche del gruppo assicurativo della riserva sinistri», che ha consentito nell’arco degli anni l’afflusso di milioni di euro di dividendi illeciti nelle casse della famiglia Ligresti, presente nei consigli di amministrazione di Fonsai e Milano Assicurazioni.  Ammonta a 253 milioni di euro la somma di denaro che la holding della famiglia Ligresti e Premafin hanno incassato come utili al posto di registrare perdite. L’ipotesi è che i vertici di Fonsai abbiano truccato la voce destinata alla cosiddetta riserva sinistri alterando il bilancio della società, per poi comunicare ai mercati notizie false sugli utili dell’azienda quotata in borsa, alterando il prezzo delle sue azioni. In queste ore la procura di Torino sta valutando il sequestro del patrimonio della famiglia che però per la tutela dei piccoli risparmiatori non è  possibile prima dell’eventuale rinvio a giudizio degli indagati. Un’altra strada percorribile – ha spiegato  Nessi  – è il sequestro “per equivalente'” finalizzato alla confisca”, quello del cosiddetto “profitto del reato”.