Su Facebook insulti alla Madonna e ai fedeli cattolici, ma la pagina non viene rimossa

Una pagina dissacrante e ingiuriosa verso la Madonna, ma per Facebook non viola le regole e non incita all’odio. Dunque, benché offenda la sensibilità di moltissimi utenti che ne hanno chiesto la rimozione, quella pagina resta lì, con oltre duemila fan che evidentemente si divertono a leggere blasfemìe su una figura venerata dai cattolici e oggetto di culto anche da parte dei musulmani. La notizia l’ha data oggi Avvenire, il quotidiano della Cei, in prima pagina, con un titolo inequivocabile: “Pagina blasfema. E facebook tace”. La pagina si chiama “Virgin Mary should have aborted” (“La Vergine Maria avrebbe dovuto abortire”) e già il titolo è tutto un programma, esplicitato in vari post contro la Chiesa e contro la religione e in fotomontaggi di pessimo gusto, come quello che rappresenta una Natività con San Giuseppe che commenta rivolto a Maria: “Ehi bitch, io non ho i capelli biondi e gli occhi azzurri…”. E qui siamo alla bestemmia.

Non si capisce poi a cosa miri la pagina: dissacrazione, iconoclastia a buon mercato, ateismo militante? Sulla pagina ci sono post che invitano all’aborto, che difendono i diritti degli omosessuali, che ridicolizzano le tesi creazioniste, che attaccano i pro life e che dipingono i credenti come un branco di pecore. Ma soprattutto c’è l’immagine di copertina: la Vergine che fuma il sigaro. E la foto del profilo completa l’opera portando l’irrisione al di sotto del cattivo gusto: c’è il disegno di Maria che si guarda il pancione e dice: “Fuck!”. Un atto estremo di ribellione contro la sua maternità divina. L’offesa peggiore che si possa pronunciare contro i fedeli cattolici. Il programma è tutto racchiuso in quell’immagine trasgressiva che viola i canoni consolidati dell’iconografia su Maria. Non un prete viene preso di mira, non il Papa, ma Colei che ha generato il figlio di Dio. È noto che sui social si può trovare di tutto ma è anche arcinoto che se si offendono altri simboli religiosi è corale la richiesta di colpire i “provocatori”. Solo per Maria di Nazareth, la madre di Gesù, vale la libertà d’insulto. Solo i fedeli cattolici devono tacere e subìre. Alle segnalazioni di utenti infastiditi dalla pagina anticattolica Facebook ha risposto così: “Abbiamo rivisto la pagina che hai segnalato e troviamo che non violi le nostre Regole in merito ai discorsi di odio”. Ma tra la bestemmia e l’incitamento all’odio religioso qual è la differenza? Insultare quanto c’è di più sacro per gli appartenenti a una fede religiosa non è un atto di intollerabile discriminazione?