Strage di Viareggio, trentatre rinvii a giudizio per trentadue vittime. C’è anche Moretti delle Fs

Il 29 giugno 2009, alle 23.48, un convoglio con 14 cisterne cariche di gpl deragliò appena entrato nello scalo ferroviario: il primo carro e altri quattro si rovesciarono. In una cisterna si aprì uno squarcio di 40 centimetri. Il gpl fuoriuscì: tre minuti dopo gli scoppi. Le abitazioni di due strade, via Ponchielli e via Porta Pietrasanta, vennero investite dal fuoco. Trentadue furono le vittime. Oggi il gup di Lucca, Alessandro Dal Torrione, ha rinviato a giudizio i 33 imputati nel procedimento. A processo finirà Mauro Moretti, ad di Fs, dirigenti e funzionari di altre società del Gruppo e delle ditte proprietaria del convoglio o che lo montarono o revisionarono.  Gli imputati sono stati rinviati a giudizio per tutte le accuse formulate dalla Procura. Fra i reati ipotizzati, il disastro ferroviario colposo, l’incendio colposo, l’omicidio e le lesioni colpose plurime. Ad alcuni imputati sono state contestate anche violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca. «Un  fatto positivo. La decisione del giudice si basa sulle carte e le carte parlano», commenta Valentina Menichetti, sorella di Emanuela, una delle 32 vittime della strage di Viareggio. «La sede giusta dove chiarire ogni dubbio – ha continuato Valentina – è il dibattimento. Come abbiamo fatto per l’udienza preliminare, anche lì saremo sempre presenti». Sul fronte politico,  Deborah Bergamini (PdL), vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, apprende la notizia dei rinvii a giudizio come un segnale positivo “che va nella direzione di un’accurata ricerca della verità e di quel serio accertamento sulle responsabilità dell’accaduto che la città tutta, e in particolare i familiari delle vittime, meritano e aspettano. È giusto fare chiarezza esaminando ogni aspetto dell’incidente».