Stop all’aumento dei libri di testo: lo annuncia il governo ma è stallo sulle coperture. Braccio di ferro tra Tesoro e Sviluppo

Si va verso lo stop all’aumento dei prezzi dei libri di testo. Se l’annuncio del governo i tramutasse in realtà la notizia sarebbe ottima per tutte le famiglie con figli in età scolare e che in questo periodo cominciano  farsi i conti in tasca sul budget di settembre. Il nuovo decreto Ecobonus all’interno del quale si stava ragionando sull’aumento dell’Iva, stava  generando non poche polemiche nel settore editoriale e letterario: dal gennaio 2014, secondo questo nuovo decreto così come era stato concepito, non solo i gadget, ma anche ai beni che integrano e sono di complemento ai libri e periodici e sono pertanto funzionali al loro utilizzo avrebbero dovuto scontare un’Iva piena e non più al 4%, come succede per tutti i libri, determinando così un aumento dei prezzi. Invece si è deciso diversamente. Da rilevare che i Cd e gli allegati da tempo erano stati “smascherati”: più una foglia di fico per legittimare l’aumento del prezzo che un effettiva utilità. Anzi, stando alle segnalazioni di studenti e professori i Cd allegati non vengono utilizzati né consigliati. Insomma, utilità didattica zero. E allora ben venga questo stop agli aumenti, sempre che si trovi l’accordo anche sulle coperture alternative. Infatti proprio su questo punto siamo in una fase di stallo. In commissione il rappresentante del Tesoro, Pier Paolo Baretta, ha sì confermato che il governo bloccherà l’incremento dell’Iva sui Cd allegati a libri e Dizionari, ma ha proposto due coperture alternative che hanno fatto saltare in piedi il sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari, anch’essa presente alla seduta: l’incremento dell’accisa sui carburanti o di quella sulla produzione di energia alternativa da impianti superiori ai 20 MW. «L’Economia può dire quello che vuole – ha detto Vicari visibilmente irritata – il Ministero dello Sviluppo esclude l’aumento delle accise sui carburanti». In imbarazzo Baretta che, ai giornalisti ha detto di non voler «né confermare né smentire», promettendo che «la copertura sarà trovata collegialmente dal governo. Intanto la notizia è che non ci sarà un aumento dell’Iva sui Cd allegati ai libri scolastici, e quindi neppure di questi ultimi’». Speriamo tutti che sia proprio così.