Sondaggio Swg, il Pdl di nuovo primo partito e sale di cinque punti la fiducia nel Cav. In calo Pd e M5S

Il Pdl diventa il primo partito nelle intenzioni di voto secondo quando rivela il sondaggio realizzato come ogni venerdì dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Il Pdl si attesta al 28,3%, davanti al Pd (26%) e il M5S (17,3%). La formazione guidata da Silvio Berlusconi guadagna quindi secondo questa istantanea l’ 1,5% rispetto alla scorsa settimana, mentre il Pd scende di 1,6 punti percentuali. In calo netto anche i pentastellati di Grillo, che la scorsa settimana era al 18,1% e ad oggi si attesta al 17.3%. In rimonta appare Sel, che passa dal 4,6% della scorsa settimana all’attuale 5,7%. Lo stesso sondaggio registra un calo di un punto la fiducia degli italiani nel governo Letta. La fiducia verso l’esecutivo delle larghe intese  passa dal 33% della scorsa settimana al 32% attuale. Rimane comunque sopra la soglia del 30% registrata il 31 maggio scorso. Il sondaggio rivela anche che fra i leader presenti sulla scena politica attuale, Matteo Renzi resta quella “più amato dagli italiani”. Il gradimento del sindaco di Firenze è aumentato di un punto rispetto alla scorsa settimana, raggiungendo il 56%. Molto apprezzato anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al 51%. Bene anche Enrico Letta che al 49% guadagna 2 punti rispetto alla settimana scorsa. Vola anche la fiducia in SilvioBerlusconi che, pur attestandosi al quarto posto dopo Napolitano e Letta, registra tuttavia un exploit, un +5% rispetto alla scorsa settimana. Fanalino di coda Beppe Grillo, con una fiducia degli italiani al 19%. Il sondaggio – precisano alla Swg – è eseguito  su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato di 1500 soggetti maggiorenni (su 4500 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato online è estratto dal panel proprietario SWG. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d’errore massimo, precisano, si attesta intorno al 2,9%.