Snowden chiede asilo a Putin. La Casa Bianca ammonisce: “Dovete consegnarcelo”

La ‘talpa’ del Datagate Snowden ha chiesto formalmente asilo temporaneo alla Russia. Lo riferisce l’agenzia governativa Ria Novosti, citando l’avvocato Anatoli Kucerena. Snowden potrebbe ricevere un permesso per uscire dalla zona transito dell’aeroporto Sherenetevo, dove si trova da oltre tre settimane, ed entrare liberamente in territorio russo finché verrà esaminata la sua richiesta di asilo temporaneo che richiederà almeno tre mesi. Vladimir Putin auspica ora uno “sviluppo positivo” dei rapporti con gli Usa, come ha detto Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo, anche se la vicenda avrà conseguenze sulle relazioni Russia-Usa. Peskov ha anche precisato che la decisione sulla richiesta di asilo temporaneo avanzata dalla ‘talpa’ del Datagate non è competenza del presidente Vladimir Putin, ma del servizio federale per l’immigrazione. Dalla Casa Bianca è giunto un immediato altolà: “La nostra posizione è chiara: non c’è giustificazione legale per non consegnare Edward Snowden agli Stati Uniti”. Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha aggiunto che Snowden “non è un attivista dei diritti umani, non è un rifugiato, deve essere espulso”. Per ora Snowden, secondo quanto riferito dal suo avvocato Anatoli Kucerena,  resterà nella zona transito dell’aeroporto Sheremetevo di Mosca ma in precedenza il servizio federale per l’immigrazione aveva reso noto che durante l’esame della pratica Snowden avrebbe ricevuto un documento per muoversi liberamente in Russia.